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Editoriale

Macron, una ne sbagliae cento ne pensa (di uscite improvvide)

di Adolfo Spezzaferro -


Macron una ne sbaglia e cento ne pensa (di uscite improvvide). Ormai il presidente francese si è perso dietro alle sue stesse mosse disperate. L’unica retta via che non smarrirà è quella del viale del tramonto (per fortuna).

Se da un lato Trump (giustamente, dal suo punto di vista iper pragmatico e super spicciolo) ha liquidato il caso del suo omologo francese con un “che ci parlo a fare con uno che presto non sarà più presidente”, dall’altro Macron – qui in Europa – continua a fare danni, al suo Paese e alla Ue tutta. Da quando, per cercare di ritagliarsi un ruolo in politica estera da dove mostrarsi ancora grande – soprattutto ai francesi che ormai l’hanno scaricato -, il capo dell’Eliseo ha deciso di fare il bastian contrario dicendo no a Trump su tutta la linea, non ne ha azzeccata una.

Prima l’Ucraina, dove la pace si farà (con la mediazione degli Usa) nonostante i Volenterosi (in sostanza, Francia e Regno Unito); poi il Board of peace per Gaza, dove ci sono Italia e Germania ma non lui; da ultimo l’attacco scomposto (“Sono sempre colpito nel vedere che i nazionalisti, che non vogliono essere disturbati a casa propria, sono sempre i primi a commentare ciò che accade a casa degli altri”) alla Meloni per le parole di cordoglio e preoccupazione espresse dalla premier per il giovane identitario Quentin ucciso dagli antifa in Francia. Di male in peggio.


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