“Lo Stabilicum serve ad avere governi più credibili e duraturi”. Intervista ad Alessandro Battilocchio
“Quella del centrodestra sulla legge elettorale è una buona proposta che punta a creare dei governi stabili e credibili. Prevede una sorta di premio di governabilità, di 70 deputati e 35 senatori, che va proprio in questa direzione. Abbiamo lavorato a questo testo per mesi. Ogni partito ha fatto i propri approfondimenti con i tecnici di riferimento e siamo riusciti a trovare una sintesi che, ovviamente, adesso è a disposizione del Parlamento”. Non nasconde un certo entusiasmo Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e uno degli sherpa dei partiti di maggioranza al tavolo della nuova legge elettorale.
Renzi dice che gli avete copiato l’Italicum.
“Non direi. Ci sono, è indubbio, delle similitudini tra quella che era la legge votata dal centrosinistra e lo Stabilicum, come è stato ribattezzato dai giornalisti. Ma anche delle differenze. In quel caso si parlava di premio alla lista, per esempio, e nel caso della legge proposta dal centrodestra il premio, invece, va alla coalizione. Con l’Italicum con il 40,01 dei voti si arrivava al 54% dei seggi. In questo caso il premio è sicuramente più contenuto e prevede una soglia massima di 230 alla Camera e di 114 al Senato. Però, la circostanza per la quale ci viene detto che una una legge elettorale votata dal centrosinistra sia una copia di quella presentata dal centrodestra è indicativo del fatto che le distanze possono essere colmate se c’è buona volontà e disponibilità a discutere. Noi siamo apertissimi al confronto purché ci sia la volontà di condividere una legge che punti alla stabilità e metta in condizione la coalizione che vince le elezioni di formare dei governi stabili e credibili”.
L’impressione è che si voglia in qualche modo istituzionalizzare uno schema bipolare.
“I meccanismi di formazione del governo, la loro durata e la stessa durata delle legislature, sono sempre stati suscettibili di tante variabili. Sicuramente il premio di governabilità spinge i vari partiti alle coalizioni. Mi sembra ci sia questo impulso anche nell’altro campo. La nostra è una coalizione che grazie a Silvio Berlusconi esiste ormai da tanti anni. Governa da decenni anche regioni, comuni ed è stata già più volte alla guida del Paese. Anche dall’altra parte del campo però mi sembra che si stia andando verso questo ‘campo largo’ e vedremo se riusciranno a trovare una sintesi. D’altronde, le coalizioni sono la base per avere dei governi stabili”.
Se questa legge venisse approvata anche l’altro lato del campo sarebbe costretto a formare una coalizione, ma con maggiori difficoltà. Nasce anche qui la discussione sull’indicazione preventiva del candidato premier?
“Nella nostra proposta è prevista l’indicazione del candidato alla carica di Presidente del Consiglio sul programma e non sulla scheda perché è sicuramente la modalità più opportuna rispetto al sistema vigente. È stato uno dei temi su cui Forza Italia ha insistito, trovando l’intesa con i colleghi di maggioranza. È chiaro che, tra poco più di un anno, si dovrà chiedere il voto agli elettori nella chiarezza delle indicazioni sia programmatiche che di organigramma. Il centrodestra è pronto. Vedremo se il centrosinistra riuscirà a trovare una sintesi anche sul piano nazionale dopo averla individuata per le regionali”.
L’indicazione del candidato premier sulla scheda avrebbe indispettito il Quirinale. Ci avete messo molto a convincere anche gli alleati?
“No, è stata una discussione veramente sempre molto pacata. Secondo noi era giusto così. Il dato, però, è che questo testo è frutto della collaborazione di tutti. Ci auguriamo, ripeto, che si vada ora verso una fase di confronto parlamentare. Il centrosinistra in passato, è il caso dell’Italicum, ha scelto di ricorrere alla fiducia. Noi faremo di tutto per muoverci diversamente, ma questo sarà possibile se anche dall’altra parte ci sarà una volontà di dialogo e di discussione. Siamo apertissimi su questo”.
È contento di aver partecipato in modo attivo a questo processo di riforma della legge elettorale?
“Come responsabile elettorale di Forza Italia credo che faccia parte dei miei compiti. Di certo, con il collega Stefano Benigni, indicato insieme a me da Forza Italia, abbiamo portato avanti il lavoro, interagendo con il segretario Antonio Tajani. Ora però inizia una fase altrettanto importante che vedrà il Parlamento protagonista. Si partirà dalla Camera, quindi la Commissione Affari Costituzionali guidata dal Presidente Nazario Pagano avrà un compito importante. L’augurio è che si riesca, fatti i dovuti approfondimenti necessari, ad arrivare a un’approvazione appena possibile”.
Quindi appena dopo il referendum inizierà l’esame della legge elettorale. Siamo già in campagna elettorale?
“In Italia c’è una campagna elettorale permanente. Ho letto tanti retroscena. In realtà abbiamo presentato questa proposta nel momento in cui eravamo pronti. Non c’è nessun nesso con il referendum che sarà un momento molto importante dal quale mi auguro che dagli italiani arrivi una forte spinta verso un cambiamento giusto votato in Parlamento da una maggioranza che va al di là di quella di governo. Girando l’Italia sento un’aria davvero positiva. Per ora siamo concentrati su questo, poi nella primavera del 2027 ci sarà l’appuntamento elettorale in cui questa maggioranza solida, compatta e credibile chiederà, forte dei risultati, di poter proseguire il proprio lavoro”.
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