L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Politica

L’area centrista ritrova l’unità, a differenza del campo progressista

di Lino Sasso -


Nonostante le divisioni che attraversano l’opposizione sul nuovo conflitto in Medio Oriente, nell’area centrista si intravede un barlume di unità. Proprio come avvenuto circa la posizione assunta in merito al referendum sulla riforma della giustizia, anche sulla crisi nel Golfo il Terzo Polo si è ricompattato. Italia Viva, Azione, +Europa e Partito Liberaldemocratico hanno infatti presentato una risoluzione unitaria sulle comunicazioni di Giorgia Meloni al Parlamento in vista del Consiglio europeo della prossima settimana. Un documento che, se da un lato sancisce la distanza dagli altri partiti di opposizione, dall’altro ha senz’altro il merito di ricompattare il centro moderato anche sui temi di politica estera. “Ho firmato la risoluzione di Azione, IV e Più Europa”, ha fatto sapere Luigi Marattin, Segretario del Partito Liberaldemocratico, “perché rispecchia l’orientamento pragmatico ed europeista con cui occorre affrontare queste tematiche. Niente tifoserie, niente curve ultrà”.

Le altre opposizioni

Tutti gli altri partiti di opposizione hanno invece proceduto in ordine sparso. Ciascun partito ha presentato un proprio documento. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs non hanno, inoltre, accettato le riformulazioni chieste dal governo alle rispettive risoluzioni per vederle approvate almeno in parte. Il parere del governo sui testi nella loro interezza è stato dunque negativo, circostanza che ha portato alla loro bocciatura. Diversa la storia per l’iniziativa centrista. Alcuni punti della risoluzione presentata da +Europa, Azione e Iv, sono stati infatti approvati dall’aula di Montecitorio con relative riformulazioni.

La ritrovata unità dell’area centrista

Alla frammentarietà di quello che da campo largo è immediatamente passato, dopo essersi ristretto a campo progressista, i centristi hanno, invece, risposto in modo unitario. Ottenendo, a differenza degli altri partiti di opposizione, il risultato di vedersi approvato almeno parte del proprio documento. Una linea che appare responsabile se inserita nel grave contesto di crisi internazionale, ma anche propositiva rispetto a un possibile percorso comune. Almeno su alcuni specifici punti all’ordine del giorno sia dentro che fuori dal Parlamento. Di certo, per il momento, si è confermata una visione comune sui principali temi al centro dell’agenda politica. Un dato da non sottolineare perché tutt’altro che scontato. Tanto più alla luce della frammentarietà che caratterizza l’opposizione e della forte polarizzazione degli schieramenti politici.


Torna alle notizie in home