Consiglio Ue: accordo su completamento mercato unico
Si punta ad attuare le riforme necessarie al fine di completare il progetto “One Europe, One Market” entro la fine del 2027
Il Consiglio europeo ha adottato le sue conclusioni in tema di competitività. Il testo sostenuto dai leader dei ventisette Paesi Ue include un crono-programma per attuare le riforme necessarie al fine di completare il progetto “One Europe, One Market” entro la fine del 2027. Tra i punti figura la richiesta alla Commissione di rivedere il sistema Ue di scambio delle emissioni (Ets) entro luglio di quest’anno. La richiesta dell’Italia e altri nove Paesi Ue di anticiparla a maggio non è stata accolta.
Il cronoprogramma
In ordine cronologico, si prevede il completamento di norme per la dichiarazione elettronica entro giugno, la consegna di un rapporto sulla competitività del settore bancario in estate e una legge per il riconoscimento riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali entro l’autunno. Per fine 2026, i leader Ue vorrebbero vedere la presentazione del cosiddetto 28° regime (anche noto come “Eu Inc”), l’applicazione del principio dell’una tantum tramite il portafoglio aziendale europeo e misure di salvaguardia rafforzate per l’immissione dei prodotti sul mercato.
Il mercato unico è ancora un miraggio
Gli altri obiettivi da raggiungere entro fine anno includono anche azioni per affrontare i requisiti frammentati per l’etichettatura e l’imballaggio dei prodotti, il raggiungimento di un accordo su tutti i pacchetti omnibus di semplificazione in sospeso, la mappatura delle dipendenze nei settori strategici e l’adozione del pacchetto Reti, nonché la proposta sull’euro digitale e l’adizione della Legge sull’acceleratore industriale (Industry Accelerator Act). Nell’ambito dell’Unione del risparmio e degli investimenti, sono da chiudere i dossier su cartolarizzazione, pensioni complementari, integrazione e supervisione del mercato.
La rimozione delle barriere
La richiesta del Consiglio è di ottenere entro marzo 2027 progressi “tangibili” nella rimozione delle “terribili 10” barriere al mercato unico europeo identificate dalla Commissione nella sua Strategia per il mercato unico di maggio 2025, che equivarrebbero a dazi del 110% sui servizi e del 45% sui beni, con costi di mobilità del lavoro otto volte superiori a quelli degli Stati Uniti.
Queste, nell’ordine, sono: burocrazia aziendale, norme Ue contraddittorie, scarsa applicazione delle regole del mercato unico, qualifiche non riconosciute, standard tecnici divergenti, regole su packaging, etichettatura e rifiuti frammentate, non conformità dei prodotti, servizi bloccati ai confini nazionali, distacco dei lavoratori ostacolato e restrizioni alla catena di fornitura.
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