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Esteri

Il rating di New York diventa negativo: il bilancio di Mamdani sotto accusa

di Cinzia Rolli -


L’agenzia creditizia Moody’s ha modificato lo stato della città di New York da stabile a negativo.

Nonostante il cambio di outlook, Moody’s ha confermato l’attuale rating del credito ad Aa2. Ma potrebbe essere il primo passo per abbassare in futuro la valutazione creditizia della Grande Mela.

Il nuovo sindaco, Zohran Mamdani, ha ereditato una situazione complessa, denunciando un debito accumulato di circa 12 miliardi di dollari attribuito alla precedente amministrazione.

Il Primo Cittadino di New York ha presentato un piano di bilancio preliminare da 127 miliardi di dollari per l’anno fiscale 2027 (consegnato a febbraio 2026), incentrato su una visione di stabilità ed equità per contrastare la crisi fiscale ereditata.

Egli prevede di attuare da un lato una stretta fiscale mirata ai redditi più alti, alle imprese e alle proprietà immobiliari, dall’altro di investire in programmi di assistenza all’infanzia universale e alloggi a prezzi accessibili.

Mark Levine, l’attuale Comptroller (Controllore capo) della città di New York, ha definito il giudizio di Moody’s una “sveglia sobria”.

È la prima visione negativa che la città ha ricevuto dopo la crisi dovuta al Covid”, ha detto. “Il fatto che ciò accada in un momento di relativa salute nella nostra economia locale è ancora più grave. La sfida di fondo è chiara: New York City sta attualmente spendendo più di quanto guadagna. Il fatto che il bilancio preliminare raggiunga l’equilibrio solo riducendo le riserve sottolinea la necessità di un piano fiscale più sostenibile”.

Sotto la guida dell’ex sindaco Eric Adams, la città ha ricevuto ripetutamente recensioni positive dalle quattro agenzie di rating del debito. Un suo ex funzionario ha attaccato duramente la squadra di lavoro di Mamdani per aver colpito le riserve monetarie accumulate negli anni precedenti senza avere un piano per reintegrarle.

Ha sottolineato che proprio questo comportamento ha spinto probabilmente Moody’s a cambiare l’outlook in negativo. Attingere dai risparmi senza apportare nuovi fondi segnala ai mercati che la città non è più in grado di autogestirsi responsabilmente.

Per evitare il declassamento del rating da parte di Moody’s, il governo dello Stato sta discutendo un pacchetto di aiuti straordinari come ad esempio sbloccare circa 5 miliardi di dollari in  finanziamenti per coprire i costi crescenti che la città sta sostenendo.

Ciò servirebbe a dimostrare a Moody’s che New York City non è sola e che ha il supporto finanziario dello Stato. E ridurrebbe il deficit di 12 miliardi.

Anche una seconda agenzia di rating però ha sollevato serie preoccupazioni rispetto al piano di bilancio presentato dal sindaco. Si tratta della S&P Global Rating. La preoccupazione della società di revisione è proprio l’intervento governativo.

In cambio dello stanziamento monetario ci sarebbe sicuramente un maggior controllo sulla spesa cittadina e verrebbero posti dei limiti ai nuovi programmi sociali troppo costosi proposti da Mamdani.

Ma allo stesso tempo lo Stato ha già i suoi problemi di bilancio e si profilano tagli alle sovvenzioni federali.

È un cane che si morde la coda come si suol dire. Senza finanziamenti statali Mamdami potrebbe prelevare 2,6 miliardi di dollari da risparmi e trust lasciando la città soggetta a crisi o recessioni economiche.

Il declassamento di Moody’s è un monito.

Solo nei prossimi mesi capiremo se ci sarà un giusto equilibrio tra nuove entrate e taglio delle spese e se e come interverranno i finanziamenti statali.  L’equità sociale tanto cercata dal sindaco di New York potrebbe diventare veramente costosa per le tasche dei contribuenti.


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