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Attualità

Attacco hacker agli Uffizi: la replica del Polo Museale

Lo riporta il Corsera. La smentita del Museo: "Mai rubate password"

di Cristiana Flaminio -


Attacco hacker al museo degli Uffizi. E sarebbe andato avanti per mesi prima che qualcuno se ne accorgesse. Se non altro perché, intanto, sarebbe giunta una richiesta di “riscatto” dei dati ai vertici della struttura museale. Lo riporta il Corriere della Sera. La situazione sarebbe gravissima. I cybercriminali sarebbero riusciti a fare breccia nei sistemi informatici riuscendo a carpire ogni genere di dati. I servizi amministrativi degli Uffizi sono stati costretti a chiudere un’intera ala di Palazzo Pitti. E non si sa quando riaprirà.

L’attacco hacker agli Uffizi

L’offensiva cyber sarebbe iniziata a fine gennaio e già all’inizio di febbraio i dati dei server sarebbero stati letteralmente svuotati. Rubato l’archivio fotografico, “prese” password, codici di accesso e informazioni su tutti i sistemi d’allarme. E, ancora, sarebbero state prelevate mappe interne, ingressi, uscite e tutti i percorsi di sicurezza. Insomma, un data leak coi controfiocchi. Anche perché, ovviamente, ciò vuol dire che gli hacker sarebbero riusciti a mettere le mani sull’intera rete di videosorveglianza degli Uffizi. Un disastro.

La richiesta di riscatto

Sarebbe giunta una richiesta di riscatto direttamente tramite una telefonata giunta al direttore del polo museale Simone Verde. Direttamente sul suo numero privato. Un altro segnale di “forza” dell’attacco hacker che avrebbe interessato gli Uffizi. La direzione ha immediatamente preso precauzioni. Sono stati chiusi alcuni dei tesori più preziosi, a cominciare da quello dei Granduchi che è stato trasferito in fretta e furia direttamente all’interno del caveau della Banca d’Italia. Inoltre, per ovviare al leak delle mappe d’accesso, sono state murate alcune porte d’emergenza e cambiati i percorsi.

La puntualizzazione del Museo: “Non hanno rubato password”

Gli Uffizi in merito all’attacco hacker di cui ha dato notizia il Corriere della Sera, ha precisato: “Non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto. Le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno. La situazione non era affatto come al Louvre. Le telecamere alle Gallerie c’erano, ma erano analogiche e ora sono digitali”. E non è tutto: “Ne è stata eseguita la sostituzione dopo segnalazione della polizia nel 2024 ed essa, ovviamente, è stata accelerata per via dei fatti del Louvre, già prima (e poi anche dopo) l’attacco hacker. Non sono state rubate password”. Su questo punto, gli Uffizi sono risoluti: “Nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all’esterno. Per la posizione delle telecamere esse sono per definizione visibili da chiunque si faccia un giro nei locali e questo in tutti i musei e i luoghi pubblici del mondo. Non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza”.


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