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Politica

I fratelli Berlusconi incontrano Tajani. Inizia il rinnovamento in Forza Italia

di Giuseppe Ariola -


Un confronto durato oltre quattro ore e mezza negli uffici di Mediaset a Cologno Monzese. Un lungo incontro quello tra Marina e Pier Silvio Berlusconi da un lato e il segretario di Forza Italia Antonio Tajani dall’altro. Al tavolo, convocato dopo giorni di febbrili trattative e mediazioni, erano presenti anche Gianni Letta e l’ad di Fininvest Danilo Pellegrino. Al centro del faccia a faccia, ufficialmente, il futuro del partito. Il cui rilancio “nello spirito e con i valori del fondatore Silvio Berlusconi”, fa sapere una nota, sarebbe sospinto da una “visione unitaria e condivisa”. Una corsa verso il domani guardando al passato che, inevitabilmente, mette in discussione l’attuale gestione del partito, benché il segretario abbia incassato per l’ennesima volta “rinnovata fiducia”.

L’insofferenza verso la dirigenza azzurra

Non è infatti un mistero che l’appuntamento di ieri si sia celebrato con sullo sfondo la crescente insofferenza nei confronti della dirigenza targata Tajani. Ma anche mentre l’ipotesi di celebrare velocemente i congressi tesi a mantenere lo status quo hanno fatto insorgere una regione dopo l’altra. E, non da ultimo, a seguito della sostituzione di Maurizio Gasparri con Stefania Craxi alla guida del gruppo azzurro al Senato. Proprio il ruolo dell’altro capogruppo, quello alla Camera, è infatti irrimediabilmente finito nel mirino della maggioranza dei deputati e degli stessi figli del Cavaliere. Le resistenze di Tajani, che ha provato strenuamente a fare quadrato attorno al proprio uomo, alla fine sono state rotte.

Il nodo Barelli

Tanto che la rimozione di Paolo Barelli è stato uno dei punti centrali affrontati nel confronto ieri. Prima del quale era stata direttamente Marina a effettuare una ricognizione sugli umori e i desiderata prevalenti nel gruppo forzista a Montecitorio. L’idea di affidarne la presidenza a Giorgio Mulè vede però la netta e apparentemente insuperabile contrarietà del segretario nazionale del partito. Tra gli altri nomi circolati c’è quello di Enrico Costa che avrebbe il favore di Tajani ma sul quale pesa però il peccato di essere traghettato per la formazione creata da Angelino Alfano e poi in Azione prima di riapprodare in Forza Italia. È in questo contesto che si è iniziata a fare sempre più insistente l’ipotesi di Ugo Cappellacci che diverse fonti parlamentari azzurre danno allo stato come quella più accreditata.

Le ipotesi al vaglio dell’incontro tra Marina, Pier Silvio e Tajani

Anche perché il deputato sardo, a differenza del piemontese Costa, avrebbe dalla sua di provenire dal centro Italia, il che garantirebbe, dopo la promozione della milanese Craxi, anche un equilibrio territoriale a livello della più alta dirigenza del partito. Ma non solo. Cappellacci, infatti, è anche il presidente della commissione Affari sociali di Montecitorio, poltrona che, viene fatto notare, potrebbe finire nelle mani di Barelli seguendo lo schema dell’avvicendamento già più volte rodato in Forza Italia. L’ipotesi che l’attuale capogruppo possa vedersi proiettato verso un sottosegretariato, come inizialmente immaginato, sembrerebbe essersi arenata sullo scoglio dell’incompatibilità di questo incarico con il ruolo di presidente della Federazione italiana nuoto.


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