Trump minaccia, Teheran non cede: sherpa Usa e Iran appesi a un filo
Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva gelato le attese: "Non negozieremo sotto l'ombra delle minacce"
Trump minaccia bombe, l’Iran resiste: il cessate il fuoco tra Washington e Teheran è appeso a un filo sottilissimo.
Trump minaccia
Il presidente Donald Trump ha alzato nuovamente la posta, annunciando su Truth Social che, in assenza di un accordo definitivo entro la scadenza del 22 aprile, gli Stati Uniti riprenderanno i bombardamenti. “Se non accettano il deal, spazzeremo via ogni centrale elettrica e ogni ponte in Iran. Niente più ‘Mr. Nice Guy'”, ha tuonato il tycoon.
Lo stallo di Islamabad: chi si siede al tavolo?
Mentre il team americano guidato da JD Vance si appresta ai negoziati in Pakistan, regna il giallo sulla partecipazione iraniana ai colloqui previsti per oggi, considerato che Trump minaccia bombe. Se da un lato il presidente Pezeshkian spinge per una soluzione diplomatica, il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha gelato le attese: “Non negozieremo sotto l’ombra delle minacce”. Ghalibaf ha accusato Trump di aver già violato la tregua imponendo un “assedio” navale ai porti iraniani.
Hormuz: un deserto d’acqua che costa milioni
La tensione ha trasformato lo Stretto di Hormuz in un cimitero commerciale. I dati di tracciamento navale confermano un crollo verticale: se prima della crisi passavano circa 100 navi al giorno, ieri la media è precipitata a meno di 10 transiti giornalieri. Per l’Iran, il costo del blocco è insostenibile: le stime parlano di una perdita di entrate petrolifere che supera i 300 milioni di dollari al giorno.
Reazioni dall’Asia: mercati nel panico
La regione asiatica osserva con crescente allarme. In Giappone e Corea del Sud, le scorte di greggio sono ai minimi storici con importazioni dal Medio Oriente crollate del 50%. I media regionali, da Al Jazeera a Tasnim, descrivono l’invio di Vance a Islamabad come un tentativo di Trump di forzare una “resa incondizionata” piuttosto che un vero negoziato.
Il bivio di Islamabad: cessate il fuoco o guerra totale?
L’interrogativo che paralizza i mercati è concreto: Trump sta bluffando per ottenere concessioni sull’uranio arricchito o è davvero pronto a ordinare l’attacco alle infrastrutture civili? Se l’Iran dovesse disertare i colloqui di oggi a Islamabad, il rischio di un’escalation che coinvolga l’intero scacchiere energetico mondiale diventerebbe certezza. La diplomazia ha meno di 24 ore per evitare il punto di non ritorno.
Le delegazioni appese a un filo
Mentre le delegazioni tecniche e gli sherpa sono già arrivati nella capitale pakistana per preparare il terreno ai negoziati, l’incertezza sull’avvio effettivo dei colloqui domina la scena. Il team americano, guidato dal vice di Trump, JD Vance, attende un segnale che tarda ad arrivare: il governo iraniano non ha ancora confermato se i propri rappresentanti si siederanno al tavolo oggi o se diserteranno l’incontro.
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