Dal Cdm l’ok preliminare a disposizioni attuative sull’IA, “Italia all’avanguardia in Europa”
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri che si è riunito oggi a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni, ha esaminato un pacchetto attuativo in materia di intelligenza artificiale, “una risposta normativa organica alla trasformazione tecnologica in corso. La scelta di fondo – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – è promuovere l’innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: l’IA può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali”.
La linea comune delle misure è “tenere insieme crescita e garanzie: competenze diffuse attraverso formazione mirata sin dalla formazione scolastica, e quindi in base agli specifici settori di appartenenza, tutela della persona nei rapporti di lavoro, accesso effettivo alla giustizia in caso di danno, presidi penali per le violazioni più gravi, autorità coordinate e investimenti capaci di far nascere un sistema nazionale competitivo e sicuro”.
L’Italia, spiega Palazzo Chigi, “è all’avanguardia in Europa, perché è Nazione che si dota del primo quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale, pienamente coerente con l’AI Act europeo”. Questi schemi di decreti legislativi saranno sottoposti “al vaglio delle Commissioni parlamentari, delle Conferenza delle Regioni e delle Authority competenti”.
I decreti sono coerenti e conformi all’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689): “non introducono una disciplina alternativa rispetto al quadro europeo, ma ne assicurano l’attuazione nell’ordinamento nazionale”. Sia al momento della redazione del ddl, poi divenuto legge, sia adesso, nel lavoro riguardante i decreti attuativi, il Governo “ha mantenuto un dialogo costante con la Commissione europea, a livello informale con riunioni e interlocuzioni, a livello formale, nell’ambito della procedura di notifica di alcune parti della legge IA”.
L’attuazione con i decreti delegati “fa tesoro di tutte le considerazioni espresse in tali interlocuzioni bilaterali, rispettando la completezza della disciplina UE in materia di definizione dei requisiti fondamentali dei sistemi di IA, senza sovrapposizioni”. Dunque, la disciplina attuativa italiana “non solo non contrasta col regolamento europeo, ma ne rappresenta il compimento per quelle tecniche di disciplina che rientrano nella competenza dello Stato”, sottolinea Palazzo Chigi. Le norme “costruiscono una cornice di garanzie affinché l’innovazione tecnologica resti sempre al servizio della persona, della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali”.
LE DICHIARAZIONI DELLA MINISTRA CALDERONE
LE PAROLE DEL MINISTRO VALDITARA
LA MINISTRA BERNINI IN CONFERENZA STAMPA
PIANTEDOSI “USO TECNOLOGIE PER SICUREZZA, NO A POLIZIOTTO AUTOMATIZZATO”
“Il decreto che abbiamo approvato disciplina per la prima volta in modo organico l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per le forze di polizia: l’obiettivo è mettere a disposizione delle funzioni dei servizi di sicurezza le tecnologie più avanzate. L’intelligenza artificiale è un innovativo strumento di supporto dell’attività dell’operatore di polizia, ma non un sostituto delle decisioni umane: ogni utilizzo deve essere rispettoso delle regole in materia di protezione dei dati personali, proporzionato e sottoposto a revisione o sorveglianza umana qualificata; non si tratta dunque di un poliziotto automatizzato. Ci sono regole stringenti per l’identificazione biometrica in tempo reale per finalità di polizia: questa è ammessa solo in casi eccezionali”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. “Non c’è nessun Grande Fratello generalizzato, è vietato l’utilizzo di banche dati biometriche create con raccolta massiva: inoltre sono previsti elementi di formazione specifica per gli operatori di polizia e possibilità di sperimentare nuove soluzioni di intelligenza artificiale in ambienti ad alto rischio”, spiega.
“L’utilizzo in tempo reale, anche prima della commissione di reati, può avvenire in caso di pericolo o minaccia specifica o per la ricerca di persone scomparse o di vittime di tratta, sequestro e sfruttamento sessuale: serve comunque una richiesta dell’autorità di pubblica sicurezza all’indirizzo della Procura della Repubblica, quindi è necessaria l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria”, aggiunge Piantedosi. “Sono inoltre previsti la conservazione dei dati biometrici raccolti per soli sette giorni con successiva cancellazione automatica, la conservazione dei log delle operazioni per cinque anni senza possibilità di modifica, il divieto di prendere decisioni che incidano negativamente sulla persona basandosi solo sul riconoscimento facciale e il divieto di ogni forma di identificazione biometrica generalizzata e non mirata se scollegata da un reato specifico o da un procedimento penale”, conclude il ministro.
– Foto Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).
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