Il Mondiale delle emissionie dell’onnipresente Infantino
Avete presente quelle linee colorate che disegnano su una cartina la rotta e il percorso di un aereo in volo? Bene, se ve lo immaginate per un volo di linea, vedrete tendenzialmente uno spostamento da un punto A a un punto B.
Il mondiale delle emissioni: colpa di Infantino (e non solo)
Ora immaginate di vedere, sulla stessa cartina, le (svariate) rotte del jet qatariota di Gianni Infantino. Il risultato sarebbe quello di osservare un arcobaleno impazzito senza possibilità di vedere lo sfondo. Perché il presidente della Fifa ha deciso che, per questi mondiali, vorrà assistere ad almeno due partite al giorno. E i più potranno dire, beh, qual è il problema.
Il problema è che i Mondiali 2026 si stanno tendendo in tre stati (Stati Uniti, Canada e Messico) che occupano praticamente più di un continente. I viaggi di Infantino sono stati – già da adesso e immaginatevi alla fine del Mondiale – innumerevoli, con una quantità di emissioni (per dei spostamenti di una singola persona e delle sue guardie del corpo) allucinanti.
Questa sfida all’onnipresenza è uno dei motivi – certamente non vogliamo dare la colpa solo al “povero” Infantino – per cui questo è stato definito il mondiale più inquinante di sempre per emissioni di CO2. E non ne siamo sorpresi: perché a spostarsi non è il solo presidente Fifa, lo sono tutte le squadre (con i numerosi entourage), i tifosi, gli sponsor e tutta la logistica che gravita attorno a ogni singolo evento. Perché sì, questo accade ogni quattro anni, per ogni Coppa del Mondo, ma le distanze rispetto al solito sono estremamente più ampie.
I numeri
Ma andiamo ai numeri: secondo un rapporto del New Weather Institute il torneo potrebbe generare fino a 9 milioni di tonnellate di CO2, un dato senza precedenti. A pesare come detto, la vastissima area geografica coinvolta – oltre 4.000 chilometri separano lo stadio Azteca di Città del Messico dal BC Place di Vancouver – ma anche il nuovo format a 48 squadre.
Gli esperti stimano che circa l’85% dell’impronta di carbonio del torneo deriverà dai voli necessari per spostare tifosi, squadre, sponsor, funzionari e media. Solo il traffico aereo potrebbe produrre circa 7,7 milioni di tonnellate di CO2, oltre quattro volte la media registrata nelle edizioni disputate tra il 2010 e il 2022.
I ricercatori dell’Università di Losanna stimano emissioni comprese tra 5 e 9 milioni di tonnellate di CO2, mentre la società Greenly prevede circa 7,8 milioni di tonnellate, più del doppio rispetto ai 3,7 milioni indicati inizialmente dai Paesi organizzatori. Per rendere l’idea delle dimensioni del fenomeno, le emissioni prodotte dai soli spostamenti degli spettatori equivalgono all’impronta annuale di circa 725 mila persone, una popolazione paragonabile a quella della città di Marsiglia.
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