Amatrice, dieci anni dopo: l’Italia si ferma nel ricordo del sisma
La premier Meloni oggi alle celebrazioni del decennale. Le voci delle istituzioni tra memoria, ricostruzione e responsabilità
Alle 16.30, Giorgia Meloni sarà ad Amatrice per la cerimonia che segna il decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016. Una data che resta incisa nella memoria collettiva. Alle 3:36 di quella notte il Centro Italia fu devastato da una scossa che in venti secondi cancellò borghi, vite, identità. Le vittime furono 299, migliaia i feriti, intere comunità costrette a lasciare le proprie case, le proprie storie, i propri affetti. Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto divennero simboli di un dolore che ha attraversato il Paese e che ancora oggi chiede ascolto e continuità nell’impegno pubblico.
Mattarella: “Una pagina drammatica della Repubblica”
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il valore della memoria e della prevenzione: “Quel terremoto costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento”.
Il Capo dello Stato ricorda il ruolo decisivo dei volontari e dei soccorritori accorsi da tutta Italia: “Il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza delle Autorità di primo soccorso, portò aiuti e assistenza, offrendo un segnale di speranza e di ripartenza”. Mattarella sottolinea che il risanamento “è un percorso complesso, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile” e si unisce al dolore dei familiari delle vittime, esprimendo vicinanza ai feriti e a chi si ritrovò improvvisamente in condizioni di grande difficoltà.
Il ministro Zangrillo: “Tragedie che il tempo non cancella”
Nel giorno del decennale, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo elogia la forza delle comunità che hanno scelto di restare e ricostruire, e lega la presenza di Meloni ad Amatrice a un impegno concreto: “Negli ultimi tre anni la ricostruzione ha avuto una rapida accelerazione. L’obiettivo è che tutti gli abitanti possano riavere ciò che il sisma ha portato via”. La memoria, aggiunge, “significa custodire il ricordo di chi non c’è più e continuare a lavorare affinché sicurezza, prevenzione e vicinanza dello Stato restino un impegno per il futuro”.
Piantedosi: “Il Paese è grato a chi salvò vite tra le macerie”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affida a un messaggio pubblico il suo tributo ai soccorritori: “Ricordiamo le vittime e gli sfollati. Esprimo gratitudine ai vigili del fuoco e a tutti coloro che fin dai primi istanti lavorarono senza sosta tra le macerie. Il Paese vi è immensamente grato”. Un riconoscimento che riporta a quella tragica notte, quando centinaia di operatori si mobilitarono in poche ore, affrontando un quadro di devastazione che avrebbe segnato per mesi l’Appennino centrale.
Croce Rossa: “Siamo rimasti per ricostruire”
Il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, rimarca l’impegno dell’organizzazione: “Fin dai primi drammatici momenti ci siamo mobilitati per garantire soccorso e protezione. Un abbraccio corale composto da oltre 4.200 operatori e volontari”. La CRI non ha lasciato il territorio nemmeno dopo la fine dell’emergenza. Sedici opere realizzate nel cratere sismico, servizi sociali e sanitari, progetti culturali e giovanili, e un percorso di supporto psicosociale che ha raggiunto quasi 8.000 persone. Il bilancio di un impegno che continua a dare forma alla rinascita delle comunità.
Un decennale che parla al presente
Dieci anni dopo, Amatrice e i comuni del cratere non sono più solo luoghi della memoria, ma territori che rivendicano il diritto a una ricostruzione completa, alla sicurezza, alla continuità delle istituzioni. La presenza della premier nel giorno dell’anniversario vuole e deve essere il segno di una responsabilità che non si esaurisce nella commemorazione, ma si misura nella capacità dello Stato di accompagnare la rinascita di una terra ferita e resiliente.
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