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Politica

Vannacci, Calabresi e riforma elettorale: fine rovente dell’estate più calda di sempre

di Giuseppe Ariola -


In un’estate nella quale la politica non si è mai realmente fermata, settembre è appena iniziato e le novità già fioccano. Sul fronte parlamentare si è subito ripartiti da dove il dibattito si era interrotto: la riforma elettorale. Scaduto il termine per la presentazione al Senato delle proposte di modifica al testo approvato alla Camera, come annunciato, rifanno capolino le preferenze. Su questo il centrodestra ha trovato la quadra. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’alternanza di genere dei capilista bloccati e il nodo ballottaggio. Sul primo punto, rispetto al quale a insorgere sono state innanzitutto le deputate della coalizione – e quelle di Forza Italia in particolare – contribuendo in modo determinante a mandare sotto la maggioranza durante il voto segreto a Montecitorio, adesso a fare la voce grossa è l’opposizione. L’accusa di non aver garantito le quote di genere è rivolta direttamente a Giorgia Meloni, prima premier donna, si sottolinea.

Ballottaggio e variabile Vannacci

Per quanto riguarda il ballottaggio, invece, a essere divisa è la stessa maggioranza. Tanto che l’emendamento per introdurlo è stato presentato a sola firma di Marcello Pera. Non è dunque una proposta unitaria del centrodestra, vista la titubanza della Lega e la contrarietà di Forza Italia. Sullo sfondo della questione si affaccia poi Vannacci. Il generale accusa i partiti di governo di voler introdurre il doppio turno dopo aver constatato la crescita di Futuro Nazionale. Un ulteriore elemento di novità di questo scorcio di estate. Non tanto che la formazione di Vannacci abbia visto aumentare le proprie percentuali nei sondaggi, quanto che abbia superato anche Forza Italia. Ma per il centrodestra il problema non è solo quanto cresce Futuro Nazionale ma, soprattutto, quanto rosicchia in particolare alla Lega e agli azzurri.

Gli scenari elettorali secondo i sondaggi

Con Fratelli d’Italia più o meno stabile tra il 26 e il 27%, per restare dentro una soglia di sicurezza, almeno per quanto riguarda i rilevamenti, i due alleati insieme devono attestarsi almeno al 15-16%. Aggiungendo Noi Moderati si supererebbe il 42% e si otterrebbe quindi il premio di maggioranza. Se però il partito di Vannacci – che a quanto pare pesca anche nel partito del non voto – dovesse continuare a rosicchiare consensi all’attuale maggioranza il quadro si complicherebbe parecchio. E un primo test di confronto tra il centrodestra e Futuro Nazionale si avrà a breve, con le suppletive a Reggio Calabria di fine mese. Il dato sarà in qualche modo dopato dal fatto che Vannacci ha candidato quello che fino a pochi giorni fa era un esponente di spicco di Forza Italia in Calabria, il capogruppo in Consiglio regionale. Sarà però comunque interessante verificare la reale portata del danno inflitto alla coalizione di governo.

Calabresi pronto a correre a Milano

Le novità di quello che rischia di diventare il periodo politicamente più caldo di questa estate rovente investono però anche l’altra parte del campo. Mentre il centrosinistra è ancora alla ricerca di una identità comune e litiga sull’eventualità di trovare il proprio leader attraverso le primarie, un’accelerazione arriva da Milano. Mario Calabresi ha sciolto gli indugi ed è pronto a candidarsi come sindaco. Immediata la soddisfazione di Azione, mentre il campo largo, bruciato sul tempo, resta inerme a guardare.


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