Arretrano gli alberghi, crescono le case vacanze
n grandi città d’arte come Roma, Milano, Napoli e Firenze, l’espansione ha registrato rialzi rispettivamente oltre il 30, il 75 e quasi il 100%
Il turismo italiano cambia pelle: gli alberghi arretrano, le case vacanze conquistano le città. In atto una trasformazione, non più solo una tendenza: è un cambiamento strutturale dell’ospitalità. Secondo i dati di Unioncamere-InfoCamere, in calo le imprese alberghiere tradizionali, mentre gli alloggi per soggiorni brevi crescono a ritmi sostenuti, rimodellando il mercato e spingendo a ripensare formule di offerta e regole del gioco.
Arretrano gli alberghi
Negli ultimi cinque anni, diminuite le imprese di hotel e strutture tradizionali del 5,2% – 1.600 imprese in meno – , rdotte a poco più di 29mila. Nello stesso periodo, aumentate le imprese legate agli affitti brevi del 42,1%, quasi 45mila unità.
In grandi città d’arte come Roma, Milano, Napoli e Firenze, l’espansione ha registrato rialzi rispettivamente oltre il 30, il 75 e quasi il 100%. A livello locale, in Umbria, gli affitti brevi in quattro anni sono cresciuti del 35,3%, gli alberghi diminuiti dell’8,3%, un calo superiore alla media nazionale.
Per il presidente della Camera di Commercio umbra, Giorgio Mencaroni, “il turismo sta cambiando e le forme di ospitalità si stanno diversificando rapidamente. Una trasformazione che va governata, non subita, perché deve garantire equilibrio, qualità e sostenibilità dei territori”.
Le case vacanze crescono
Diverse le cause. La crescita dei viaggiatori orientati a esperienze personalizzate, la diffusione delle piattaforme digitali, la richiesta di soluzioni flessibili e indipendenti spingono in questa direzione.
L’aumento delle notti trascorse in alloggi short-stay , di decine di milioni rispetto al 2019, mentre negli hotel tradizionali la crescita delle presenze si riduceva. In molte destinazioni turistiche gli affitti brevi ora competono direttamente con gli hotel, soprattutto in alta stagione.
L’impatto sulle città
Per Confindustria Alberghi servono regole più chiare, gli affitti brevi depauperano risorse e visibilità dal settore alberghiero classico incidendo sui prezzi e sulla disponibilità di personale qualificato.
Anche l’impatto sugli alloggi cittadini e sui residenti è significativo: dove gli affitti brevi proliferano, le case disponibili per affitti stabili diminuiscono, con tensioni sui prezzi e sulla vita dei quartieri più turistici.
Intanto, la Legge di Bilancio ha chiarito la direzione: chi affitta tre o più immobili come locazioni brevi è un operatore economico e deve aprire partita Iva, mentre la cedolare secca agevolata al 21% resta applicabile per gli host occasionali. L’obiettivo, distinguere tra piccoli proprietari e operatori professionali, dando regole certe e uniformi. Una scelta per un maggiore inquadramento fiscale e regolamentare senza penalizzare gli host occasionali bilanciando flessibilità, controllo e sostenibilità.
Il turismo cambia pelle
Non solo una fotografia, i numeri: una prospettiva sul futuro del turismo italiano, dove l’offerta si moltiplica, si digitalizza e si frammenta, mettendo sotto pressione il modello tradizionale alberghiero. Un fenomeno con nuove opportunità di reddito e maggiore scelta per i viaggiatori, una sfida ad operatori storici e comunità locali. Chi non capisce che cambiare pelle significa competere con nuovi modelli di ospitalità rischia di restare fuori dalla porta di un futuro già in corso.
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