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Editoriale

Askatasuna come il sabotaggio dei treni: la condanna sia unanime

di Adolfo Spezzaferro -


La rivendicazione anarchica degli attacchi alle ferrovie di Bologna e Pesaro alza a livello inquietante il livello dello scontro. Colpire infrastrutture essenziali, mettere a rischio la sicurezza dei cittadini e paralizzare il Paese non è protesta: è sabotaggio. Che lo si faccia in nome di un presunto boicottaggio delle Olimpiadi invernali rende il quadro ancora più grave.

La violenza clandestina, teorizzata come unica via contro lo Stato, tradisce proprio ciò che paradossalmente asserisce di difendere, il dissenso democratico. Nessuna critica alle politiche di sicurezza, nessun dibattito sui costi dei grandi eventi, nessuna opposizione al patriottismo può trovare legittimazione nell’interruzione di un servizio pubblico e nella minaccia implicita a innumerevoli passeggeri. Strumentalizzare le Olimpiadi – vetrina mondiale per la nostra nazione – come bersaglio simbolico per azioni illegali significa scegliere la scorciatoia della paura. Intanto Askatasuna ha dichiarato guerra allo Stato e vuole replicare Torino a Roma. Adesso serve una condanna netta – senza ”ma” e senza “però” – da parte delle opposizioni.


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