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Esteri

Attacco con droni alla base militare italiana di Erbil

di Redazione -


Due droni hanno colpito la base militare italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, nella serata di ieri, provocando danni alle infrastrutture ma senza causare vittime tra i militari italiani presenti nella struttura finita sotto attacco. Le fiamme generate dalle esplosioni sono state rapidamente contenute grazie al tempestivo intervento delle squadre antincendio interne alla base. L’episodio rappresenta uno degli attacchi più significativi contro il contingente italiano. A seguito dell’offensiva sono state immediatamente attivate le procedure di sicurezza all’interno dell’installazione militare. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha subito confermato l’accaduto. “Un missile ha appena colpito la nostra base a Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime tra il personale italiano”, ha dichiarato il ministro. Successivamente ha confermato che l’attacco non ha provocato “nessuna vittima, stanno tutti bene”.

Si lavora per ricostruire la dinamica dell’attacco

Secondo le prime informazioni disponibili, infatti, l’attacco avrebbe causato esclusivamente danni materiali ad alcune infrastrutture della base, mentre il personale è stato immediatamente messo in sicurezza. Sull’episodio è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito l’azione un fatto di estrema gravità, pur invitando alla prudenza nell’attribuzione delle responsabilità. “Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro”, ha dichiarato il capo della Farnesina. Le autorità italiane stanno infatti lavorando per ricostruire la dinamica dell’attacco e individuare l’origine dei droni che hanno colpito l’installazione militare.

Militari nei bunker per ore dopo l’attacco alla base italiana di Erbil

La situazione all’interno della base è rimasta tesa anche nelle ore successive all’attacco. Il comandante dell’Italian National Contingent di Erbil, il colonnello Stefano Pizzotti, ha spiegato che il personale è stato costretto a rifugiarsi nei bunker per diverse ore a causa della persistenza della minaccia. “Dalle 8.30 di ieri sera siamo nei bunker perché continua ad esserci una minaccia: non è stato possibile né valutare sul posto i danni alle infrastrutture, quindi quantificare quello che è successo, né sapere qual è la provenienza di questa minaccia”, ha dichiarato. La base di Erbil ospita una parte importante del contingente italiano impegnato nella missione internazionale in Iraq. La sua attività è dedicata principalmente all’addestramento e al supporto delle forze locali nella lotta contro il terrorismo e l’instabilità regionale.


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