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Esteri

Previsto un attacco russo il 7 gennaio: l’allarme di Kiev e il cambio ai vertici deciso da Zelensky

di Andrea Scarso -


L’Ucraina lancia un nuovo allarme: secondo l’intelligence di Kiev, la Russia starebbe preparando un attacco su larga scala attorno al 7 gennaio, con l’obiettivo di provocare numerose vittime civili e far deragliare i delicati colloqui di pace in corso. È questo lo scenario che fa da sfondo a una giornata politicamente e diplomaticamente cruciale, segnata anche da importanti cambiamenti ai vertici del governo ucraino decisi dal presidente Volodymyr Zelensky.

L’allarme degli 007 ucraini: “Rischio strage per sabotare la pace”

Secondo fonti dell’intelligence di Kiev, il Cremlino starebbe pianificando un’operazione militare di forte impatto mediatico e umano. Un blitz pensato, spiegano, per far saltare i negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti, che lo stesso Zelensky ha definito “completi al 90%”, pur con nodi ancora aperti sul fronte territoriale.

La finestra temporale indicata “attorno al 7 gennaio” coincide con una fase diplomatica intensa, che vede oggi a Kiev la riunione dei consiglieri per la sicurezza di una quindicina di Paesi occidentali, in vista del vertice dei leader della cosiddetta coalizione dei Volenterosi, previsto il 6 gennaio in Francia.

Rimpasto a Kiev: Budanov nuovo capo dell’Ufficio del presidente

Nel pieno di questa tensione, Zelensky ha annunciato un cambio chiave nel cuore del potere ucraino. Andriy Yermak, finito sotto i riflettori per un’inchiesta sulla corruzione, lascia l’incarico di capo dell’Ufficio del presidente. Al suo posto arriva Kyrylo Budanov, volto noto dell’apparato di sicurezza e attuale capo dell’intelligence militare (GUR).

Figura riservata e considerata un “duro”, Budanov diventa così uno degli uomini più influenti del sistema decisionale ucraino, in una fase in cui la sicurezza interna e la credibilità internazionale di Kiev sono sotto osservazione.

Nuovo ministro della Difesa: Fedorov al posto di Shmyhal

Cambia anche la guida del ministero della Difesa. Zelensky ha scelto Mykhailo Fedorov, finora responsabile della Trasformazione digitale, al posto di Denys Shmyhal. Una scelta che guarda al futuro tecnologico del conflitto: Fedorov è infatti fortemente coinvolto nei programmi legati allo sviluppo e alla produzione di droni, considerati ormai centrali nella strategia militare ucraina.

Shmyhal, ha precisato il presidente, resterà comunque all’interno della squadra di governo con altri incarichi strategici.

Mosca e Washington: lo scontro passa anche dai droni

Sul fronte opposto, la Russia continua a respingere le accuse. Mosca ha annunciato di aver consegnato agli Stati Uniti quelle che definisce prove di un presunto attacco ucraino con droni contro una residenza del presidente Vladimir Putin. Nelle stesse ore, il ministero della Difesa russo ha riferito di aver abbattuto 22 droni ucraini tra Crimea, Mar d’Azov e regioni meridionali della Federazione.

Diplomazia sotto pressione

Mentre sul terreno continuano i combattimenti e i raid, la diplomazia occidentale prova a tenere aperto uno spiraglio. Il timore, condiviso da Kiev e dai suoi alleati, è che un attacco russo attorno al 7 gennaio possa chiudere definitivamente questa finestra negoziale, riportando il conflitto a una nuova escalation.

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