Auto cinesi in Italia: l’allarme per la “tempesta perfetta”
Le immatricolazioni complessive di marchi come BYD, MG e Leapmotor hanno raggiunto circa 128.600 unità nel 2025
Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, lancia un allarme chiaro sul tema delle auto cinesi in Italia, per lui una “tempesta perfetta”. Secondo il sindacato le preoccupazioni sollevate negli anni scorsi non sono state ascoltate e oggi i dati confermano una crescita significativa delle vetture prodotte in Cina nel mercato italiano. La Uilm sottolinea che nel 2025 una auto elettrica su cinque venduta in Italia è di fabbricazione cinese, una quota pari al 19% delle immatricolazioni del segmento elettrico. Questo risultato deriva da un aumento del 336% delle vendite cinesi nel segmento BEV nel nostro Paese.
Crescita senza precedenti e penetrazione sul mercato
I dati recenti mostrano che le auto cinesi in Italia non si limitano solo alle elettriche: l’allarme Uil su una “tempesta perfetta”, sui dati. Le immatricolazioni complessive di marchi come BYD, MG e Leapmotor hanno raggiunto circa 128.600 unità nel 2025, con una quota dell’8,4% del totale del mercato auto italiano. Questo rappresenta un raddoppio delle vendite rispetto all’anno precedente e posiziona l’Italia tra i mercati europei più aperti alle vetture cinesi.
Scenario globale: boom produttivo e quotazioni internazionali
Il fenomeno non riguarda solo l’Italia. La Cina ha chiuso il 2025 con un record storico di produzione e vendite superiori ai 34 milioni di auto, con forte espansione delle auto a nuova energia, incluse elettriche e ibride. Questo livello produttivo sostiene l’offensiva delle case cinesi sui mercati esteri e rende più difficile per le industrie europee competere senza politiche industriali forti.
Tavolo automotive e reazioni politiche
Palombella ha richiamato il Governo e Stellantis a intervenire prima della riunione fissata per il 30 gennaio con il tavolo automotive che finora non ha prodotto risultati concreti. Secondo il sindacato è necessario un piano industriale immediato che punti su modelli ibridi in produzione in Italia per rilanciare l’occupazione e contrastare la perdita di quote di mercato.
Contesto europeo e politiche commerciali
Sul fronte comunitario, la questione delle auto cinesi è al centro di dibattiti commerciali e regolatori. L’Unione Europea ha introdotto tariffe anti-sovvenzione per proteggere la produzione interna, ma gli analisti stimano che le quote di mercato cinesi nel Vecchio Continente possano continuare a salire nei prossimi anni. Questa dinamica riflette la necessità di strategie europee più forti per sostenere l’industria locale.
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