L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Butsukari, lo spintone che diventa virale

Dallo judo ai social, anatomia di una deriva giovanile

di Marzio Amoroso -


Per anni il butsukari è rimasto un esercizio tecnico del judo, una tecnica di contatto, avanzamento controllato e resistenza calibrata. Un gesto educativo, pensato per costruire forza, disciplina e capacità di reggere la pressione. Oggi, però, quello stesso gesto sta vivendo una trasformazione inattesa. Non più strumento formativo, ma contenuto virale. La “challenge dello spintone” che rimbalza tra TikTok e Instagram, reinterpretata da adolescenti che si filmano mentre spintonano persone a case noncuranti nemmeno dell’età. Una nuova idiozia da strada non per dimostrare coraggio o forza, ma una semplice

Dal tatami allo schermo

Il butsukari è un esercizio codificato, tori avanza, uke oppone resistenza, il ritmo è costante, la tecnica è tutto. Nei video social, invece, resta solo un gesto stupido e pericoloso. Nessuna tecnica, nessuna protezione, nessun contesto. Solo l’impatto, il rumore, la prova di forza.

Il fascino della sfida

La popolarità di questa pratica non sorprende chi studia il comportamento adolescenziale. La sfida dello spintone intercetta la ricerca di intensità tipica dell’età, la necessità di misurarsi con i coetanei, il bisogno di sentirsi parte di un gruppo. La percezione del rischio è minima, la gratificazione — like, commenti, approvazione — è immediata. Il gesto diventa un rito di passaggio improvvisato, un modo per affermare la propria presenza nel branco digitale.

Il paradosso educativo

Il butsukari tradizionale insegna controllo, disciplina, gestione della fatica, rispetto dell’avversario. La sua versione social, invece, svuota il gesto del suo significato. Resta solo la stupidità, la forza bruta e la spettacolarizzazione di un gesto sconsiderato. È un cortocircuito culturale, ciò che nell’arte dello Judo è formazione, sui social diventa preicoloso intrattenimento.

Rischi sottovalutati

La challenge dello spintone non è innocua. Senza tatami, senza tecnica e senza supervisione, aumentano i rischi di traumi cervicali, cadute incontrollate, colpi al torace o alla testa. Il tutto amplificato dalla logica algoritmica, più il video è estremo, più circola. E più circola, più viene imitato, anche da ragazzi più piccoli.

Fenomeno da condannare, ragazzi da educare

Archiviare tutto come “ragazzata” sarebbe superficiale. La diffusione del butsukari come challenge racconta la fragilità dell’identità adolescenziale. È un fenomeno che merita attenzione, non allarmismo e che interroga anche il mondo sportivo su come trasmettere ai giovani il senso profondo dei gesti prima che vengano risucchiati nei vortici dei social.


Torna alle notizie in home