Attualità

Cantone e Melillo shock sul verminaio degli spioni a go go: scaricati 33mila files

di Angelo Vitale -


La difesa della libertà di stampa, “fondamentale”. Il doveroso grazie al ministro della Difesa Guido Crosetto: “Va ringraziato, lo abbiamo sentito due volte, ci ha permesso di scoprire questo verminaio”. E ancora, la difesa della Procura nazionale antimafia, che qualcuno vuole addirittura “commissariare”. Il sospetto che la pesca a strascico fatta nella banca dati delle Segnalazioni Operazioni Sospette possa servire ai servizi segreti stranieri e “a soggetti che non operano nel nostro territorio nazionale”. Non solo: “tra i dati scaricati ci sono informative banali, ma anche atti coperti dal segreto”. Però, “sarebbe impossibile contestare l’associazione a delinquere, non c’erano gli elementi”. Secondo l’accusa, l’indagato (il luogotenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano, ndr) “fa una serie di favori a una serie di soggetti che fra loro non hanno rapporto”. E poi: “I giornalisti sono solo quattro, altre quattro persone avevano rapporti con Striano ma non sono giornalisti”.

Pesca a strascico tra quali nomi? “Ci sono nomi anche rilevanti, c’è la compagna di un ex presidente del consiglio che non era di centrodestra, ma certamente la maggior parte degli accessi ha riguardato esponenti di centrodestra. C’era anche un esponente del Pd: se qualcuno avesse spiegato e volesse spiegare il perché, sarebbe molto più semplice capire ma le valutazioni politiche spettano a voi”. Così il procuratore di Perugia Raffaele Cantone in audizione in Commissione Antimafia sul caso dell’inchiesta di Perugia riguardo alle tipologie di accessi al centro dell’indagine.

Sono stati enucleati “800 accessi abusivi” ma “in realtà le consultazioni sono molto maggiori. Dall’1 gennaio 2019 al 24 novembre 2022 Striano nella banca dati che ha le Sos ha consultato 4124 Sos, in queste ha consultato 171 schede di analisi e 6 schede di approfondimento, seguite digitando nominativi di 1531 persone fisiche e 74 persone giuridiche solo per quanto riguarda le Sos. Ha ricercato 1123 persone sulla banca dati Serpico, 1947 ricerche alla banca dati Sdi”. E “l’elemento più preoccupante, ha scaricato 33.528 file dalla banca dati della Dna”. Uno “spionaggio” che non appare sia stato possibile solo a Striano. Anche perché “il mercato delle sos non si è affatto fermato”, sottolineando che le ricerche “illecite” sono proseguite anche dopo che ci fu la fuga di notizie sull’inchiesta.

Parole inquietanti, che generano tanti e nuovi interrogativi. Parole di analogo tenore dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo: “In generale, le condotte attribuite a Striano, impregiudicate le valutazioni possibili solo dopo il contraddittorio processuale, per estensione e sistematicità, mi paiono difficilmente compatibili con la logica della deviazione individuale. E’ una mia personale valutazione, ma ho una discreta esperienza anche come vittima di autentici dossieraggi abusivi”.

“Striano è un finanziere, era in forza alla Dia dal 3 maggio ’99, dall’1 luglio 2016 era impiegato presso il gruppo Sos della Dna e da settembre 2018 al 19 gennaio 2019 ha frequentato il corso ufficiali della Gdf riservato agli ispettori del medesimo corpo e ritorna in Dia dal gennaio 2019 al 12 febbraio 2019 e il 13 febbraio rientra in amministrazione di appartenenza e viene riassegnato alla Dna dove ha prestato servizio fino al 23 novembre 2022 quando ne ho chiesto il rientro al reparto di appartenenza”, ha ricordato Melillo nel corso della sua audizione. Raccontando pure che Striano, in seguito a un colloquio con lui nell’agosto 2023, provò a richiedere il rafforzamento della sua posizione e il coordinamento delle iniziative di controllo in capo ad un solo magistrato. Dall’esito sconfortante, precedentemente, uno stress test effettuato nel luglio 2022 sul sistema, che aveva evidenziato vulnerabilità e il rischio di compromettere l’integrità, la confidenzialità e la disponibilità dei dati. Melillo provò a correre ai ripari, mettendo al vertice del sistema quattro magistrati e facendo ruotare i quadri della polizia giudiziaria che vi lavoravano. Alcuni da 20 anni.


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