Capotreno ucciso, killer fermato a Desenzano
La vittima, soli 34 anni. L'omicida, un croato già noto alla Polfer
Capotreno di 34 anni ucciso a coltellate alla stazione di Bologna, killer identificato e in fuga. Un capotreno di 34 anni, Alessandro Ambrosio, ucciso a coltellate nel parcheggio riservato ai dipendenti alla stazione centrale di Bologna il 5 gennaio 2026 verso le 18:30. Le forze dell’ordine hanno identificato il presunto omicida come Jelenic Marin, 36enne di origini croate, l’uomo è attualmente in fuga e ricercato su tutto il territorio ferroviario italiano.
La vittima, fuori servizio e diretta alla propria auto, colpita alle spalle e all’addome con un fendente fatale. Esclusa la rapina: effetti personali e denaro trovati intatti sulla scena. Gli inquirenti fondano le indagini su telecamere di videosorveglianza e coordinamento tra Polfer e Squadra Mobile, con le ricerche concentrate su treni e stazioni verso nord.
Capotreno ucciso a coltellate
L’omicidio, nel parcheggio scoperto riservato ai dipendenti di Trenitalia, in viale Pietramellara, non accessibile al pubblico, poco prima delle 19 di ieri.
Ambrosio, capotreno di 34 anni impiegato sugli Intercity, tornava verso la sua auto dopo il turno quando è stato a sorpresa aggredito alle spalle e colpito all’addome con una coltellata fatale. Sul corpo, rinvenuti cellulare, portafoglio e denaro. Fatti che hanno portato gli inquirenti a escludere la pista della rapina finita male.
Le indagini e l’identificazione dell’omicida
Gli investigatori della Polizia ferroviaria, Squadra Mobile e Scientifica, sotto la direzione della Procura di Bologna, hanno isolato l’area del crimine. Acquisite le immagini delle telecamere dell’atrio, dei binari e del parcheggio.
Dal confronto dei fotogrammi, è stato rapidamente identificato il presunto aggressore come Jelenic Marin, 36 anni, di origini croate e senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati e aggressioni in altre stazioni ferroviarie.
La vittima, Alessandro Ambrosio
Alessandro Ambrosio, 34 anni, residente ad Anzola dell’Emilia in provincia di (Bologna, era un capotreno stimato di Trenitalia, figlio di un ex ferroviere. Al momento dell’aggressione era fuori servizio e stava raggiungendo la propria auto dopo il turno. I colleghi e conoscenti lo descrivono come un professionista serio e tranquillo. La tragedia ha colpito profondamente la comunità ferroviaria.
Il killer in fuga: Jelenic Marin
Il presunto killer, Jelenic Marin, 36 anni, è ricercato dalle forze dell’ordine italiane dopo essere stato identificato tramite video delle camere di sorveglianza nell’area della stazione.
È descritto come senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine per precedenti aggressioni e problemi legati alla stazione e uso di sostanze. Subito dopo l’accoltellamento, sarebbe fuggito dalla scena salendo su un treno, e dalle indagini emergono ipotesi che si sia diretto verso altre città del Nord. La caccia al killer ricercato per aver ucciso jil capotreno, con pattuglie e controlli nei nodi ferroviari.
Il fermo del killer a Desenzano del Garda
Dopo circa 24-27 ore di fuga, Marin Jelenic, 36 anni, croato e senza fissa dimora, ritenuto l’autore dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna, è stato fermato in serata davanti alla stazione di Desenzano del Garda in provincia di Brescia dalle forze dell’ordine italiane.
Al momento del fermo l’uomo era senza documenti, ma è stato identificato tramite comparazione delle impronte digitali dagli agenti del commissariato locale, dopo la diffusione della sua foto segnaletica trasmessa a tutte le pattuglie impegnate nella caccia al killer ricercato per aver ucciso il capotreno.
Le ricerche erano partite subito dopo l’omicidio, estendendosi dall’Emilia-Romagna al Nord Italia, con avvistamenti anche alla stazione di Milano prima del fermo a Desenzano.
I precedenti controlli dopo l’omicidio
Le autorità hanno inoltre ricostruito che Jelenic era stato controllato dalle forze dell’ordine prima dell’omicidio. Non trattenuto, però, perché in quel momento non risultava ancora inserito nelle note di ricerca collegate al grave reato per cui era poi ricercato.
Dopo essere salito su un treno regionale verso Milano subito dopo l’omicidio di Ambrosio, il presunto aggressore era stato fatto scendere a Fiorenzuola in provincia di Piacenza intorno alle 19:54 per comportamento molesto e aggressivo verso altri passeggeri e personale di bordo. In quell’occasione era stato identificato dai carabinieri ma poi rilasciato proprio perché le note di allerta per omicidio non erano state ancora diramate.
L’allarme per Jelenic
Prima della tragedia, testimoni e personale della stazione di Bologna avevano già segnalato Jelenic ai controlli delle forze dell’ordine. L’allarme, per episodi di ubriachezza molesta e per la frequentazione abituale degli spazi ferroviari, comprese aree come le sale d’attesa e i marciapiedi. Queste segnalazioni non avevano però mai prodotto un fermo prolungato né una misura restrittiva preventiva.
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