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Attualità

Dal Parlamento europeo un altro sì all’accordo sui dazi

Via libera a due regolamenti, funzioneranno le clausole di salvaguardia di Bruxelles?

di Maria Graziosi -


Il Parlamento europeo compie un (altro) passo verso il sì all’accordo sui dazi tra Ue e Usa. Ieri l’Eurocamera di Strasburgo ha votato a favore dell’intesa di Turnberry. Con 440 sì, 151 no e ben cinquanta astenuti, il Pe ha approvato in via definitiva i due atti legislativi che attuano “gli impegni tariffari” comunitari assunti già l’estate scorsa dalla capa della Commissione Ursula von der Leyen in Scozia. Il cuore del provvedimento riguarda l’eliminazione dei dazi sulle merci industriali Usa e istituisce una via preferenziale al mercato europeo per i prodotti ittici e agricoli statunitensi. In pratica, la “resa” dell’Europa bissata dal regolamento sull’astice e sulla sua commercializzazione. Ora occorrerà capire se reggeranno le clausole di salvaguardia accluse ai regolamenti a tutela dell’industria Ue.

Il Parlamento europeo e l’intesa sui dazi

Il solito accrocchio di deadline, numeri e aliquote che metterebbe in azione le contromisure comunitarie. Tra queste la possibilità di sospendere, per dire, le concessioni su acciaio e alluminio allorquando, a fine anno, questi prodotti saranno ancora sottoposti a dazi superiori al 15 per cento. A testimoniare il fatto che l’accordo va ben oltre Trump e che si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nei rapporti transoceanici è la scadenza del regolamento sull’import industriale e agroalimentare. Scadrà il 31 dicembre 2029 e ogni valutazione d’impatto non potrà essere messa in cantiere prima del mese di giugno di quello stesso anno.


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