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Economia

La verità (e le paure) dietro i record dell’Ipo di SpaceX

Musk è il primo trilionario della storia ma si sta giocando tutto: ecco perché

di Maria Graziosi -


La verità dietro i record è che Elon Musk ha fissato un obiettivo minimo all’Ipo di SpaceX che è di (almeno) mille miliardi di dollari in capitalizzazione. I primati servono, al tycoon di origini sudafricane, per continuare a rastrellare denari dagli investitori. Vincere, come dicono quelli che s’intendono di calcio, aiuta a vincere. Ecco, l’hype aiuta a con-vincere i mercati a puntare sulla galassia X. Che, altrimenti, sarebbe un pochino in ritardo nella lunga corsa all’Ai. Le cifre sono talmente alte da risultare folli, quasi inintelligibili all’intelletto umano. Fino a questo momento, SpaceX ha 2.660 miliardi in capitalizzazione. E potrebbe crescere ancora. Si crede, addirittura, fino a 5mila miliardi di dollari: il valore di Nvidia, il livello del Pil di una grande potenza economica come il Giappone. Vale davvero tanti soldi l’ultima frontiera?

SpaceX: l’Ipo che (non) cambia tutto

Chissà. Intanto fuoco alle polveri e avanti con l’esaltazione. Ed è per questo che, proprio mentre le quotazioni erano in corso, SpaceX ha annunciato l’acquisizione di Cursor, società Ai valutata 60 miliardi. C’è, poi, un’altra vicenda. La rivalità con OpenAi. Elon vuole letteralmente stracciare Sam Altman. Dopo Zuckerberg, è lui il grande nemico. Perché è “traditore”, tanto dell’amicizia (Musk era stato uno dei finanziatori della prima ora) quanto degli scopi stessi dell’ente (nato come fondazione, trasformatosi in società commerciale nella migliore tradizione della Silicon Valley). La quotazione di OpenAi potrebbe rivelarsi la più grande della storia e superare il record appena fissato dall’Ipo di SpaceX. Musk non vuole che ciò accada. Intanto si gode il fatto di essere il primo trilionario della storia.


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