Delitto Tramontano, Impagnatiello a processo per premeditazione
La decisione della Cassazione: cosa accade ora
Appello bis per Alessandro Impagnatiello, condannato per aver ucciso la compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi del loro figlio Thiago, a Senago: andrà a processo anche per la premeditazione. Lo ha disposto la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della procura generale di Milano sulla premeditazione, aggravante esclusa dai giudici della Corte d’Assise d’Appello milanese.
Premeditazione: appello bis per Impagnatiello
I giudici della Corte di Cassazione hanno disposto dunque l’appello bis, nell’ambito del quale Alessandro Impagnatiello dovrà rispondere pure della premeditazione nel femminicidio della compagna Giulia Tramontano. Che era incinta, all’epoca dei fatti, del figlio Santiago. “Quello di Giulia Tramontano fu un agguato, un omicidio premeditato”, ha affermato nella requisitoria la pg Elisabetta Ceniccola. Che ha sottolineato come le indagini abbiano rivelato che l’uomo aveva somministrato alla compagna incinta del veleno per topi. “La procura generale non può comprendere perché la Corte d’Assise d’Appello abbia svilito il concetto dell’agguato“, ha aggiunto la magistrata: “Tra il progetto e il compimento dell’omicidio c’è stato tutto il tempo per riflettere”.
La sentenza d’Appello
Alessandro Impagnatiello era stato condannato dai giudici della Corte d’Assise d’Appello per l’uccisione della compagna ma i magistrati non avevano riconosciuto l’aggravante della premeditazione. Una decisione molto discussa. La Corte aveva confermato la pena dell’ergastolo e aveva riconosciuto le aggravanti della crudeltà e della convivenza, escludendo appunto quella della premeditazione. Adesso, con il ricorso accolto dalla Cassazione, cambia tutto.
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