Stress, ansia e tensioni corporee: come il corpo registra la pressione e come si libera davvero
Lo stress viene raccontato come un fatto di pensieri. Alessandro Carollo, osteopata, fisioterapista e chinesiologo, lo descrive in modo più concreto. Lo stress prende il corpo e lo mette in modalità allerta. Cambia il tono dei muscoli. Accorcia il respiro. Sposta la postura. Consuma energia. Carollo lo riassume così: la pressione interiore diventa un’esperienza fisica a tutti gli effetti. Capirlo serve per prendersi cura del benessere, perché i segnali arrivano dal corpo prima che dalla mente.
Quando la giornata stringe, la reazione parte automatica. Il corpo si prepara a resistere e alza la guardia. Aumenta la tensione muscolare e il respiro perde profondità. Si resta “su di giri” anche da fermi. Carollo usa spesso immagini semplici per far passare il concetto. Un motore acceso e alto di regime consuma anche al minimo. Il risultato, nel fisico, assomiglia a rigidità, dolori, stanchezza che resta addosso.
Quando il corpo trattiene e non fa reset
Qui entra una delle illusioni più comuni. Finisce il periodo pesante e ci si aspetta un reset immediato. Per il corpo il reset richiede tempo. Se la tensione dura a lungo, lascia una traccia, come un elastico tirato per settimane che torna in forma con lentezza. Carollo insiste su questo punto perché spiega tante “ricadute” percepite come misteriose. La testa archivia, il corpo prosegue a trattenere. Restano contrazioni residue, affaticamento, un modo più rigido di muoversi.
C’è poi la geografia della tensione. Collo e spalle restano il luogo simbolo, però il carico si sposta anche altrove. La mandibola entra in gioco con il serramento dei denti. La schiena reagisce e si irrigidisce. L’addome si chiude e trattiene. La postura cambia e diventa difensiva. Carollo lo vede in studio con continuità. Persone che respirano alto e veloce. Persone che tengono la lingua contro il palato e la mascella “chiusa” per ore. Persone che inaridiscono la zona lombare e poi la chiamano mal di schiena.
Respiro, ansia e sintomi fisici
Il respiro, per Carollo, resta il comando più potente. Un respiro corto e superficiale manda al sistema nervoso un messaggio chiaro: allarme. Il corpo risponde restando acceso. Una respirazione lenta e profonda invia un messaggio opposto e apre lo spazio del rilascio. Il respiro diventa un telecomando interno, perché modifica lo stato di attivazione e cambia la qualità del tono muscolare. Qui la differenza si sente. Il petto smette di essere l’unico punto di entrata dell’aria. Il diaframma torna a lavorare. Le spalle scendono.
Carollo collega questo quadro al rapporto tra ansia e sintomi fisici. Due livelli separati restano una fantasia comoda. Corpo e mente lavorano come una squadra e si influenzano a vicenda. Quando l’ansia sale, il fisico risponde con segnali concreti. Cervicalgie. Mal di testa. Tensione mandibolare. Disturbi digestivi. Affaticamento. Carollo lo spiega con una metafora efficace. Un’orchestra perde armonia quando uno strumento va fuori tempo. I sintomi restano reali e raccontano una risposta fisiologica alle pressioni emotive.
Accumulo, ascolto e rilascio della tensione
Da qui l’idea dello stress che si accumula nel corpo. Carollo la rende comprensibile con l’immagine della spugna. La tensione assorbe e trattiene, poi chiede scarico. Recupero. Movimento. Respirazione. Momenti di pausa vera. Quando questi elementi saltano, la spugna resta piena e il corpo conserva le tracce delle pressioni vissute. La persona lo interpreta come blocco, come rigidità, come mancanza di energia.
Il punto pratico, per Carollo, parte dall’ascolto. Il corpo manda segnali chiari e ripetuti. La mandibola dura al risveglio. Il respiro corto. Le spalle alte. La schiena che perde fluidità. Il sonno leggero. La postura contratta. Quando questi segnali diventano quotidiani, lo stress ha già messo radici nel fisico. La via d’uscita comincia da gesti semplici e ripetibili. Cammino a ritmo regolare. Allungamento dolce. Espirazione più lunga dell’inspirazione per riportare calma. Mascella morbida, labbra appoggiate, denti separati. Sono dettagli, però cambiano il sistema.
Carollo evita la retorica della forza. Reggere tutto spesso significa trattenere tutto. Il corpo paga il conto con interessi. Il benessere passa dalla materia e dal modo in cui la si tratta. Lo stress coinvolge il corpo. Il corpo registra. Il corpo può tornare elastico quando riceve recupero e spazio.
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