L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Editoriale

Ecco perché le ragioni del Sì al referendum sono le uniche ragioni

di Adolfo Spezzaferro -


Siamo stati i primi a dedicare una rubrica quotidiana – mesi prima del conto alla rovescia che trovate qua sopra – alle ragioni del Sì al referendum. Oltre alle analisi del nostro condirettore e alle nostre interviste, abbiamo pubblicato contributi di giuristi, avvocati, magistrati, costituzionalisti. Nel nostro piccolo – l’umiltà è senso delle proporzioni ma anche percezione corretta delle proprie possibilità – abbiamo veicolato una riflessione continua, un’analisi approfondita sul perché è necessario votare Sì al referendum sulla riforma della magistratura – “per una giustizia più giusta”, come direbbe Giorgia Meloni.

Da qui la nostra riflessione: i fautori del No finora quali analisi approfondite hanno condotto? Zero, hanno piuttosto lanciato allarmi assurdi e accuse ridicole. Abbiamo visto manifesti affissi con menzogne grosse come una cas(t)a: quelle dei giudici politicizzati. Abbiamo dovuto ascoltare idiozie del tenore “Se vince il Sì saranno a rischio i diritti Lgbtq”. Ormai ci aspettiamo pure un “Con la vittoria del Sì a rischio la qualificazione della Nazionale ai Mondiali”. Al di là delle battute, noi abbiamo dato la parola a chiunque – anche esponenti del centrosinistra – potesse arricchire il nostro dibattito sulle ragioni del Sì. Le toghe rosse, le opposizioni e compagnia brutta, al contrario, non hanno mai spiegato nello specifico le loro ragioni del No.


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