Economia globale. Moreno Zani, Presidente Tendercapital: “Privilegiare approccio prudente e selettivo negli investimenti”
Che anno sarà per l’economia italiana ed internazionale? Ne abbiamo parlato con Moreno Zani, Presidente di Tendercapital, tra i player internazionali indipendenti più attivi nel settore dell’asset management: “È ragionevole aspettarsi una crescita più moderata in uno scenario segnato dalle tensioni geopolitiche agli equilibri tra Stati Uniti, Europa e Cina, fino alle scelte delle banche centrali in materia di tassi”, ha esordito Zani.
Come valuta l’andamento dell’economia internazionale alla luce dei dati attuali?
“I dati sul quadro economico a livello internazionale, e nello specifico europeo, ci restituiscono l’immagine di un’economia che tiene, ma che fatica a trovare un vero slancio. La crescita globale resta contenuta, con segnali di rallentamento soprattutto nei comparti più legati all’industria e al commercio, mentre i servizi mostrano una maggiore capacità di tenuta. È la fotografia di un contesto complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezze sui mercati e politiche monetarie ancora restrittive. Dopo un 2025 caratterizzato da un rallentamento dell’inflazione, dall’attenuazione delle tensioni commerciali nella parte finale dell’anno e dai tagli dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali, la crescita mondiale entra nel 2026 con prospettive più deboli e un livello di incertezza più elevato. Non siamo in una fase di recessione, ma nemmeno in una di crescita robusta: ci troviamo in una zona di equilibrio fragile, che richiede prudenza e visione strategica”.
Per il nostro Paese appare positivo il calo dello spread Btp-Bund, che è sceso a 63 punti segnando il minimo da 18 anni. Cosa significa concretamente?
“Il calo dello spread Btp-Bund a 63 punti base è senza dubbio una notizia molto positiva. Significa che i mercati stanno riconoscendo una maggiore credibilità finanziaria all’Italia. Materialmente questo si traduce in minori costi di finanziamento per lo Stato, quindi in un risparmio importante sulla spesa per interessi del debito pubblico. Sono risorse che possono essere potenzialmente destinate a investimenti, politiche di sviluppo e sostegno all’economia reale. Inoltre, uno spread così basso migliora l’immagine del Paese all’estero, rafforza la fiducia degli investitori internazionali e contribuisce a creare un clima di maggiore stabilità finanziaria complessiva”.
Il 2026 sarà un anno importante: quali le prospettive sull’economia internazionale?
“Il 2026 sarà un anno cruciale e probabilmente di transizione per l’economia globale. Ci aspettiamo una crescita più moderata in uno scenario segnato dalle tensioni geopolitiche agli equilibri tra Stati Uniti, Europa e Cina, fino alle scelte delle banche centrali in materia di tassi. Sarà un anno in cui la volatilità potrebbe restare elevata e in cui sarà fondamentale adottare un approccio selettivo agli investimenti, avendo sempre un occhio particolarmente attento a energia e tecnologia, privilegiando sempre la qualità con un orizzonte di lungo periodo”.
Il settore bancario europeo sta vivendo una profonda trasformazione grazie all’intelligenza artificiale. Come sta cambiando?
“L’AI sta cambiando il modo in cui le banche valutano il rischio, concedono credito e gestiscono i processi interni. Parliamo di credit scoring più accurato, maggiore capacità di prevenzione delle frodi, automazione dei processi operativi e analisi predittive sempre più sofisticate. Questo permette alle banche di essere più efficienti, più rapide nelle decisioni e anche più sicure. È una rivoluzione che non è solo tecnologica, ma culturale, perché cambia il modo stesso di concepire il rapporto tra dati, rischio e strategia”.
Quali sono le riforme che il nostro Paese deve mettere in campo in via prioritaria per rilanciare la crescita economica?
“L’Italia deve puntare con decisione su competitività, innovazione e produttività. Servono interventi che semplifichino la burocrazia e la giustizia, rendano più stabile e prevedibile il quadro normativo e favoriscano gli investimenti, soprattutto in tecnologia e digitalizzazione. È fondamentale sostenere le imprese che innovano, rafforzare il sistema finanziario come motore di sviluppo e creare un ambiente favorevole alla crescita di lungo periodo. Solo così potremo trasformare segnali positivi, come il calo dello spread, in una crescita economica strutturale e duratura, e non limitarci a benefici temporanei legati alla congiuntura dei mercati”.
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