Erdogan in Etiopia: finalità e sviluppi della missione
La visita ha ricevuto ampia copertura dai media etiopi, che ne hanno sottolineato l'importanza diplomatica
La recente visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Etiopia costituisce una mossa importante sul piano strategico verso la creazione e il mantenimento di alleanze incentrate sulla sicurezza regionale. Ankara e Addis Abeba hanno legami diplomatici antichi. Il primo contatto tra il sultano Abdulhamid II e Menelik II, risale addirittura al 1896.
La strategia della Turchia nel Corno d’Africa
La cosiddetta “Iniziativa per l’Africa” della Turchia ha finalità ambiziose. Le peculiarità geopolitiche, economiche e demografiche dell’Etiopia svolgono un ruolo decisivo nelle relazioni bilaterali. Il Paese africano ha una popolazione di circa 128,7 milioni di abitanti, con un’età media di 19 anni. Nel 2020 la Turchia si è classificata tra i primi tre Paesi per importazioni etiopi, con una quota di mercato del 5,7%. Sono oltre 150 le aziende turche operanti sul territorio etiope in vari settori, principalmente tessile, edilizia e manifatturiero, con un volume di investimenti di circa 2,5 miliardi di dollari.
L’Etiopia come alleata e partner commerciale
Erdogan vuole tallonare gli Emirati Arabi Uniti che nel 2024 si sono affermati come leader indiscussi nel commercio etiope, con esportazioni superiori a 1 miliardo di dollari e importazioni per un totale di 853 milioni di dollari, staccando largamente gli Stati Uniti.
Per quanto riguarda le importazioni, la Cina si è classificata al primo posto con circa 3 miliardi di dollari, seguita da Usa ed Emirati Arabi Uniti. Il recente orientamento della politica estera di Addis Abeba verso Cina ed Emirati Arabi Uniti è direttamente collegato a questi sviluppi economici. La “chiave” individuata dalla leadership turca per scalare posizioni è costituita dalla ricerca da parte delle autorità etiopi di un accesso al mare. Conducendo circa il 90% del suo commercio estero attraverso Gibuti, l’Etiopia mira a ridurre la sua dipendenza strutturale da un unico varco di ingresso. Allo stesso tempo, cerca di stabilire un nuovo punto d’appoggio attraverso il Somaliland, sfruttando la “sponda” emiratina.
La questione dello sbocco a mare
Il porto di Berbera, una “porta” verso lo stretto di Bab al-Mandab, è una componente strategica del corridoio commerciale Asia-Europa, che rappresenta circa il 12% del volume commerciale globale, pari a circa 5.000 miliardi di dollari. L’impegno diplomatico turco nella crisi del Somaliland e il difficile equilibrio mantenuto con gli alleati della Somalia sono culminati nella firma della “Dichiarazione di Ankara Etiopia-Somalia” il 12 dicembre 2024. Una mossa a cui ha risposto Israele con il riconoscimento dell’ex colonia britannica il 26 dicembre 2025.
Gli obiettivi di Erdogan
La missione di Erdogan, come ha spiegato Yunus Turhan, professore associato presso il Dipartimento di Relazioni Internazionali dell’Università Haci Bayram Veli, funge anche da azione preventiva. Un partenariato strategico tra Turchia ed Etiopia può esercitare un’influenza importante sull’integrità territoriale della Somalia, sul conflitto interno in Sudan, sulle tensioni lungo l’asse Etiopia-Egitto e sul “contenimento” delle politiche espansionistiche di Israele.
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