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Cultura & Spettacolo

Festa della Donna: due scuole di cioccolato, due racconti

di Redazione L'Identità -


Per la Festa della Donna il cioccolato si prende la scena con due interpretazioni d’autore, una che arriva dal Piemonte e una dalla Campania, entrambe costruite su un’idea precisa di eleganza e tecnica.

Da un lato c’è Giraudi, storica azienda piemontese di Castellazzo Bormida (AL), dall’altro Vincenzo Faiella, maestro pasticcere alla guida della boutique Faiella Pastrychef di San Marzano sul Sarno (SA), premiata con 2 torte Gambero Rosso, due realtà con visioni personali e una protagonista comune che regge il confronto con la retorica della ricorrenza, perché qui parla il gusto.

Il cioccolato di Giraudi per la Festa della Donna

In entrambe le case il giallo diventa segnale, più che decorazione, perché richiama la mimosa ma resta coerente con l’idea di un dolce da assaggio, piccolo e concentrato, capace di stare sul tavolo come un biglietto firmato. Il risultato è un dialogo tra artigianato e precisione, dove la scelta degli abbinamenti conta quanto la mano che li assembla. E il piacere resta netto, anche dopo la prima dolcezza, vivo.

Per Giraudi la Festa della Donna diventa un gesto di attenzione, stima e riconoscimento, dove il richiamo alla mimosa si traduce in un segno cromatico e in una struttura nitida. Giacomo e Davide Boidi, padre e figlio alla guida della cioccolateria alessandrina, firmano Dolce Pensiero, creazione pensata per celebrare l’universo femminile con delicatezza e carattere.

Si tratta di due praline gialle, decorate con coloranti naturali come rimando immediato al fiore simbolo dell’8 marzo, che racchiudono cioccolato bianco e un ripieno al frutto della passione e nocciola, con un equilibrio tra freschezza aromatica e rotondità. Dolce Pensiero si inserisce in una collezione che negli anni ha costruito un omaggio coerente alla ricorrenza, passando dalle Rose, fiori dal cuore morbido di gianduia, ai Cuori, praline dalla lavorazione raffinata con sei ripieni differenti, fino ai Messaggi dal cuore, gusci di finissimo cioccolato declinati in tre abbinamenti, tra cui spicca l’incontro tra fondente e lampone con ripieno al lampone.

La proposta di Vincenzo Faiella

A San Marzano sul Sarno la proposta di Vincenzo Faiella sceglie una via misurata e leggibile, affidando la celebrazione a una progressione pensata per accompagnare l’assaggio. Faiella, membro dell’Accademia Maestri del Lievito Madre e di APEI, propone una mousse ai tre cioccolati, monoporzione costruita in tre stratificazioni, cioccolato fondente, al latte e bianco, con l’intento di far evolvere il gusto passo dopo passo.

La struttura parte da una crema inglese preparata con latte, panna, zucchero e tuorlo, portata a 82 °C e versata sui tre cioccolati; quando la massa scende a 32 °C viene incorporata la panna semimontata e lavorata con movimenti accurati dall’alto verso il basso fino a ottenere una superficie uniforme. Il dolce, modellato a semisfera, si chiude con una glassa a specchio giallo mimosa, che lega il tema dell’8 marzo a un finale luminoso e pulito.


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