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Salute

Paola Martinoni, Libellule Insieme e Milano:la prevenzione che accelera, accoglie e resta

di Redazione -


di LETIZIA LETTIERI

A Milano esiste un progetto che parla la lingua della diagnosi rapida e quella, più rara, della compagnia dopo la cura. Si chiama Fondazione Libellule Insieme ETS e nasce nel 2015 come Associazione Libellule Onlus, pensata per accogliere donne colpite da tumore al seno e all’apparato genitale, seguirle nel follow up clinico e restituire continuità alla vita mentre cure, visite e attese rischiano di ridurre tutto a un referto. Al centro resta la prevenzione, con un modello operativo che affianca il Servizio Sanitario Nazionale dove lo screening regionale lascia scoperte fasce d’età decisive, offrendo mammografie gratuite in tempi stretti tra i 40 e i 45 anni e oltre i 74, con un effetto diretto sulle disuguaglianze economiche che diventano disuguaglianze di salute.

Il progetto ha preso forma con strumenti e persone. La sede di via Filippino Lippi, sostenuta da donazioni e bandi, ha introdotto un mammografo digitale con tomosintesi e ha costruito un’équipe capace di coprire bisogni reali di chi attraversa terapie e controlli, affiancando alla senologia un lavoro integrato che coinvolge specialisti clinici e supporto psicologico. A questo si aggiunge un filone psicosociale concreto, dai beauty lab realizzati con brand cosmetici ai percorsi legati al cibo, con l’ambizione di aprire a pratiche di movimento e rilassamento utili anche per i caregiver.

Al centro di Libellule Insieme c’è Paola Martinoni, medico chirurgo, specialista in Chirurgia Generale, con alta specializzazione in diagnostica avanzata e un’attenzione costante alla senologia chirurgica. Nata nel 1972, dopo la maturità scientifica si è laureata a 23 anni in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano con menzione, ha frequentato l’Istituto di Chirurgia Generale e toraco polmonare del Policlinico di Milano, si è specializzata nel 1998 in Chirurgia Generale con lode, poi ha lavorato come dirigente medico nel reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Civile di Legnano, affiancando consulenze alla LILT e libera professione in varie unità operative dell’hinterland.

Dentro quel lavoro ha visto arrivare la diagnosi come una tempesta e ha riconosciuto, oltre alla paura, il senso di smarrimento che isola. Da lì la scelta di costruire un luogo capace di ascolto privo di giudizio e di aiuto pratico, con una rete in cui entrano anche volontarie che hanno attraversato il tumore e quindi parlano un’empatia verificata sulla pelle.

A spingerla c’è stata anche una frase di Umberto Veronesi, che le affidava il compito di cancellare il ricordo del cancro dalla mente delle donne dopo averne combattuto la presenza nel corpo. Martinoni ha trasformato quella consegna in una missione che tiene insieme scienza e cura della persona, con una reputazione cresciuta fino a rendere la Fondazione un riferimento cittadino. La prevenzione portata dentro la Casa di Reclusione di Bollate, con screening dedicati a detenute e a chi lavora in quell’ambiente, racconta il senso del progetto, perché sposta la sanità dove di solito manca e lo fa con la discrezione di chi vuole risultati.

I riconoscimenti seguono i fatti, dal Sigillo della Solidarietà nel 2019 fino all’Ambrogino d’Oro ricevuto il 7 ottobre 2026, passando per il Sigillo dell’Amicizia e per la Benedizione Apostolica legata al valore sociale della Fondazione. Il futuro si misura su obiettivi concreti, ampliare collaborazioni, rafforzare attività psicosociali, pensare sedi più grandi o diffuse e nuova strumentazione diagnostica, fino all’idea di una casa dedicata che possa ospitare durante le cure chi affronta la notte da sola, offrendo supporto nella quotidianità. E si rivolge anche alle donne in difficoltà economica, portando visite ed esami gratuiti, che altrimenti resterebbero rimandati. In tempi in cui la solitudine viene scambiata per carattere e invece agisce come fattore clinico, Libellule Insieme trasforma una comunità in terapia continuativa e lo fa partendo da un progetto che produce appuntamenti, diagnosi e presenza.

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