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Freni verso la Consob ma è scontro in maggioranza

Fi non vuole un politico, la Lega spinge e Fdi sfoglia la margherita

di Pietro Pertosa -


Federico Freni viaggia verso la presidenza della Consob. Prima, però, ha da dribblare il “niet” di Forza Italia. Sull’autorità di vigilanza in Borsa a Milano si consuma un nuovo round dello scontro tra i due soci di minoranza della compagine di governo. La Lega spinge forte per la nomina del sottosegretario al Mef. Gli azzurri, invece, preferirebbero una nomina di natura tecnica. È una questione, stando a quanto ha spiegato a Sky Tg24 il portavoce Raffaele Nevi, che esula da ogni valutazione personale: “Segnalo solamente che non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione”.

Freni alla Consob, le posizioni nella maggioranza

Dall’altra parte, invece, Freni gode dell’appoggio del vicepremier Matteo Salvini: “Mi farebbe piacere perché è un bravissimo sottosegretario all’Economia”. Da Lupi, leader di Noi Moderati, un appello a risolvere la querelle: “Il sottosegretario Federico Freni è una persona stimata ed ha un profilo autorevole che racchiude qualità e competenza e sarebbe un’ottima scelta per la guida della Consob. Fare politica o ricoprire un ruolo istituzionale non può e non deve essere un limite. Evitiamo veti pregiudiziali”. La palla è nel campo di Fratelli d’Italia. Che sfoglia la margherita, con Marco Osnato che ad Affaritaliani dice: “Freni è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Un rimpastino, in questo momento, non farebbe bene (forse) a nessuno.


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