GRAVI INDIZI DI REATO – Caccia al mostro: la storia di Gary Ridgway
Le origini di Gary Leon Ridgway
Gary Leon Ridgway, nato nel 1949 a Salt Lake City, cresce in una famiglia segnata da tensioni, rigidità e instabilità emotiva. Fin da giovane manifesta comportamenti disturbanti, difficoltà relazionali e un rapporto conflittuale con i genitori, che contribuisce a formare una personalità fragile e ambivalente. Dopo il diploma entra nella Marina, si sposa per la prima volta e vive un periodo turbolento, segnato da infedeltà reciproche e relazioni brevi. Negli anni Settanta si trasferisce nell’area di Seattle, trova impiego come verniciatore alla Kenworth Truck Company e costruisce l’immagine di un uomo qualunque: un vicino di casa silenzioso, un lavoratore affidabile, un marito apparentemente devoto. In realtà Ridgway conduce una vita parallela, fatta di ossessioni, vulnerabilità irrisolte e un bisogno costante di controllo.
I delitti e la nascita del Green River Killer
Nel 1982, nella contea di King, iniziano a scomparire giovani donne, molte delle quali prostitute o ragazze senza una rete familiare stabile. I primi corpi vengono rinvenuti vicino al Green River, e i media coniano il soprannome destinato a entrare nella storia del crimine: “Green River Killer”. Le vittime seguono uno schema ricorrente: Ridgway le avvicina lungo la Pacific Highway South, le convince a salire sul suo pick-up e le porta in zone isolate. Dopo l’omicidio, abbandona i corpi in aree boschive o vicino ai corsi d’acqua, tornando talvolta sui luoghi dei delitti come gesto di controllo e ritualità. Nel frattempo conduce una vita ordinaria: si risposa, frequenta la chiesa, si dedica al lavoro e cresce un figlio, riuscendo a mantenere una doppia identità che disorienta gli investigatori.
Le indagini e la svolta del DNA
La “Green River Task Force” si forma appositamente per affrontare il caso, analizza centinaia di denunce e riceve il supporto di profiler dell’FBI. Ridgway diventa sospettato più volte, viene interrogato, perquisito e persino sottoposto alla macchina della verità, che supera senza difficoltà. La mancanza di tecnologie avanzate rende impossibile collegarlo ai delitti. La svolta arriva nel 2001, quando le nuove tecniche di analisi del DNA permettono di confrontare vecchi reperti biologici con campioni conservati dagli anni Ottanta: la corrispondenza è netta.
L’arresto, le confessioni e le condanne
Il 30 novembre 2001 Ridgway viene arrestato. Per evitare la pena di morte accetta un accordo con la Procura e confessa più di 70 omicidi, accompagnando gli investigatori nei luoghi in cui ha nascosto i corpi. Nel 2003 riceve 48 ergastoli, pena poi aggravata da ulteriori condanne. Oggi è detenuto nel penitenziario di Walla Walla. Con almeno 49 vittime accertate, Ridgway è considerato uno dei serial killer più prolifici della storia americana, simbolo di un caso investigativo che continua a interrogare criminologi e forze dell’ordine.
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