Giannetta va con Vannacci: Occhiuto lo caccia
Il governatore alza la posta in gioco e trasforma le urne di settembre in un referendum interno
L'ex deputato di Forza Italia Domenico Giannetta
Terremoto a Palazzo Campanella: Occhiuto caccia Giannetta e sfida Vannacci.
Terremoto nel centrodestra in Calabria
È scontro totale verso il voto di settembre. La corsa verso l’appuntamento elettorale del 28 settembre in Calabria si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia nel centrodestra.
Quella che doveva essere una competizione per la riconferma del governo regionale si è trasformata in una resa dei conti interna tra il pragmatismo centrista di Forza Italia e la spinta della destra radicale capitanata da Roberto Vannacci.
La linea di Occhiuto: l’espulsione di Domenico Giannetta
A far esplodere la polveriera è stata la decisione del consigliere regionale Domenico Giannetta di rompere gli indugi e schierarsi apertamente con il progetto politico di Vannacci. La reazione del governatore Roberto Occhiuto non s’è fatta attendere ed è arrivata con la violenza di un fendente istituzionale: fuori dalla maggioranza e fuori da qualsiasi casella di potere locale.
La linea tracciata dal presidente della Regione è di una chiarezza spietata: non sono ammesse ambiguità o sponde a quella che in casa azzurra viene vista come una provocazione continua.
L’ordine di scuderia è isolare l’ala vannacciana e dimostrare che il timone del centrodestra calabrese resta saldamente nelle mani dei moderati di Forza Italia.
I precedenti: il veleno di Vannacci contro Forza Italia
Lo strappo con Giannetta è solo l’ultimo capitolo di una faida che va avanti da mesi. Nei suoi affondi della campagna elettorale, Vannacci non ha mai risparmiato strali nei confronti di Forza Italia, accusando gli azzurri di rappresentare una “destra annacquata”, schiava dei compromessi di palazzo e priva di identità.
Per il generale, il partito fondato da Berlusconi sarebbe un guscio privo di reale spinta propulsiva, incapace di intercettare l’elettorato più radicale ed euroscettico.
Parole che avevano già avvelenato i pozzi e che gli alti vertici nazionali e regionali di Forza Italia avevano incassato accumulando il risentimento poi sfociato nei fatti di oggi.
Occhiuto alzo il tiro: “Non faccia il gradasso, vedremo chi è il partito rancido”
Di fronte all’ennesima sortita e al tentato blitz nelle sue fila, Roberto Occhiuto ha deciso di dismettere i panni del diplomatico e di rispondere colpo su colpo, trasformando la contesa in uno scontro d’orgoglio e di voti pesanti.
“Da questo momento Domenico Giannetta è fuori dalla maggioranza di centrodestra della Regione Calabria. Il mio governo regionale non ha nulla a che spartire con chi sceglie Roberto Vannacci. Quanto al generale, gli consiglierei di non fare troppo il gradasso. Vedremo la sera del 28 settembre quale sarà il partito vincitore e quale quello rancido”.
Con questa dichiarazione, il governatore alza la posta in gioco e trasforma le urne di settembre in un referendum interno. Da una parte la concretezza della sua amministrazione, dall’altra l’insidia del “partito rancido” evocato per restituire al mittente l’accusa di irrilevanza.
La sfida è lanciata e la resa dei conti è ormai segnata.
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