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Attualità

Lo strano caso di Guglielmo Gatti: morto e dimenticato in carcere

Nessuno sapeva del suo decesso avvenuto tre anni fa, neanche i suoi legali

di Maria Graziosi -


Guglielmo Gatti è morto in carcere e nessuno, nemmeno il suo legale, lo sapeva. L’uomo, 57 anni, era detenuto nella casa circondariale di Opera a Milano. A scoprirlo sono stati i giornalisti de Il Giornale di Brescia. Che hanno chiesto alla direzione della struttura penitenziaria la possibilità di intervistare lo stesso Gatti. Ottenendo una risposta negativa. Per una causa contro cui nulla era più possibile: il detenuto era ormai morto, da anni.

Lo strano caso di Guglielmo Gatti

E non era morto da poco. Bensì da tre anni. Il decesso, difatti, risalirebbe al 15 giugno del 2023. Era morto in carcere. In quello stesso penitenziario in cui era rinchiuso dal 2005 per il duplice omicidio degli zii. Che gli era valso la condanna all’ergastolo. Risulta sepolto al Cimitero Maggiore di Milano. In un area comune del camposanto, senza alcuna lapide a segnalarne la sepoltura. Nemmeno il suo storico avvocato Luca Broli ne sapeva nulla.

Chi era l’uomo morto (e dimenticato) in carcere

Guglielmo Gatti era stato protagonista di uno dei fatti di cronaca nera più sanguinosi degli ultimi anni in Lombardia. Nel giugno del 2005 aveva ucciso gli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo. Poi ne aveva fatto a pezzi i corpi e s’era liberato dei loro resti. Gettandoli nella vegetazione di un’area boschiva, in un dirupo tra il Passo Vivione e il lago di Iseo. Dopo vent’anni in carcere, ad agosto avrebbe potuto accedere alla semilibertà. Intanto, però, è morto. E nessuno, manco i suoi avvocati, ne sapevano nulla.


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