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Heineken, 6mila licenziamenti: preoccupazioni anche in Italia

L’ombra degli esuberi anche in Italia. a Comun Nuovo, Assemini, Massafra e Pollein

di Angelo Vitale -


Il colosso birrario Heineken ha annunciato un piano di licenziamenti che coinvolgerà da 5mila a 6mila posti di lavoro in tutto il mondo entro i prossimi due anni, pari a circa il 7 % della sua forza lavoro globale. La decisione arriva mentre le vendite di birra calano e i mercati europei e americani si mostrano deboli. L’azienda ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita dei profitti per il 2026. Il CEO Dolf van den Brink ha confermato il piano mentre si prepara a lasciare la guida del gruppo. L’annuncio ha suscitato timori tra i dipendenti italiani e nell’intero settore delle bevande.

Heineken: dove e quanti licenziamenti

Heineken ha dichiarato che intende mettere in atto tra 5mila e 6mila licenziamenti nel mondo entro due anni, in un programma di ristrutturazione annunciato il 11 febbraio 2026. La cifra rappresenta circa 7 % dei circa 87.000 dipendenti globali del gruppo, includendo ruoli nei birrifici, funzioni amministrative e maglie produttive. Molti tagli si concentreranno in Europa, dove la domanda di birra è calata più rapidamente, mentre altri tagli potranno interessare anche altre regioni.

In Italia la notizia ha già creato preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati. Heineken ha stabilimenti produttivi anche nel nostro Paese, e sebbene l’azienda non abbia specificato quanti posti saranno tagliati a livello locale. L’ombra degli esuberi anche in Italia. a Comun Nuovo, Assemini, Massafra e Pollein la produzione dopo l’acquisizione di Ichnusa, Dreher e Birra Messina.

Perché i licenziamenti: crisi di mercato e consumi in calo

La decisione dell’azienda, pur sorprendente per una realtà storica come Heineken, è legata ai risultati di mercato degli ultimi anni. I volumi di birra venduti nel 2025 sono diminuiti dell’1,2 % a livello globale, mentre in Europa e nei mercati americani il calo è ancora più marcato. Questo trend riflette una domanda che si indebolisce, con consumatori più attenti alla spesa, una crescente preferenza per bevande alternative e una “generazione Z” che consuma meno alcol rispetto alle generazioni precedenti.

Heineken ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita degli utili per il 2026, passando da una precedente previsione di +4 %‑8 % a una stima più prudente di +2 %‑6 %. Il gruppo teme che un quadro macroeconomico incerto, unito all’evoluzione dei gusti dei consumatori, ponga sfide strutturali nel settore birrario.

Chi controlla Heineken e cosa significa la crisi

Heineken NV è una multinazionale olandese, una delle più grandi birrerie al mondo per quota di mercato e fatturato, seconda solo al colosso AB InBev. Il gruppo possiede, oltre al marchio Heineken, anche Amstel, Tiger, Birra Moretti e altre etichette distribuite globalmente.

L’annuncio dei licenziamenti arriva in un momento delicato anche sul piano della leadership aziendale. Il ceo Dolf van den Brink ha annunciato che lascerà l’incarico nel maggio 2026, dopo circa sei anni alla guida della società, aprendo a un possibile cambio di strategia con il nuovo amministratore delegato.

Precedenti e contesto più ampio del settore

Non si tratta del primo piano di tagli nella lunga storia di Heineken. Nell’ottobre 2025 l’azienda aveva già riorganizzato il proprio quartier generale di Amsterdam, riducendo circa 400 posti di lavoro in un processo di trasformazione digitale e semplificazione della struttura.

La scelta riflette una tendenza più ampia dell’intero settore delle bevande alcoliche globali, che sta affrontando un calo dei consumi tradizionali, un aumento dei costi di produzione e una crescente competitività da parte delle alternative analcoliche e “premium”. Altri grandi birrifici, come Carlsberg, stanno adottando misure simili per contenere i costi e riorientare il proprio portafoglio prodotti.

La strategia di rilancio di Heineken

Heineken inquadra i licenziamenti come parte di un più largo progetto di miglioramento dell’efficienza e di “acceleration of productivity at scale”, secondo quanto comunicato dall’azienda. L’obiettivo è ottenere risparmi significativi per liberare risorse da destinare a investimenti futuri e crescere in segmenti considerati più dinamici, anche fuori dai mercati tradizionali.

La Borsa di Amsterdam ha reagito positivamente alla notizia, con il titolo in rialzo dopo l’annuncio, segno che gli investitori apprezzano la volontà del management di affrontare i cambiamenti del mercato.


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