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IL LUNGO ADDIO DI GARETH BALE

di Redazione -


di ANDREA PREMOLI

 

Era il 20 ottobre del 2010 quando il mondo si accorse di lui.
In quella fredda notte di San Siro, si sfidarono l’Inter, campione d’ Europa in carica, e gli inglesi del Tottenham. Dopo i primi quarantacinque minuti la partita sembrava già finita; il tabellino recitava 4 a 0 per i padroni di casa, sembrava non ci fosse più nulla da vedere, e invece…
Come spesso accade nel calcio, la trama del primo tempo può essere completamente diversa da quella della seconda frazione di gioco; e così fu. Gli ospiti infatti andarono vicino ad una clamorosa rimonta. La partita terminò 4-3 per l’Inter, ma la vera notizia quella sera non fu il risultato, ma la prestazione di un giovane gallese di 21 anni, capace di segnare una tripletta in Champions League a San Siro, facendo venire il mal di testa a un giocatore come Javier Zanetti; quel ragazzino era Gareth Bale.
Cresciuto nelle giovanili del Southampton, esordì nei professionisti a soli 16 anni nella serie B inglese. Ci mise poco a farsi notare da squadre più blasonate, tantoché, un anno dopo, venne ceduto al Tottenham per 5 milioni di sterline. Una volta approdato nel calcio dei grandi, il passaggio da giovane promessa a campione fu estremamente rapido. Dopo le prime buone stagioni con la maglia degli Spurs, l’ annata che consacrò il gallese fu proprio quella in cui illuminò il Meazza di Milano. Al termine della stagione 2010-2011 venne infatti premiato come giocatore dell’ anno in Premier League; titolo che vinse per la seconda volta nel 2013.
Una delle grandi leggi non scritte del calcio è: se sei giovane e forte, il Real Madrid farà di tutto per comprarti. E così, nell’ estate del 2013, da Madrid arrivò un’offerta a tre cifre, facendo di Bale il giocatore più pagato al mondo dell’ epoca, il che lo etichettò come “Mister 100 milioni”.
Al giocatore però inizialmente tutto questo sembrava non pesare eccessivamente, anche perché nella sua prima stagione con i Blancos vinse una Coppa del Re ed una Champions League.
Gli anni seguenti in terra spagnola furono altrettanto vincenti e straordinari; con Bale, Benzema e Cristiano Ronaldo in attacco, il Real Madrid vinse tutto.
Purtroppo però nel mondo dello sport non sempre tutte le storie si concludono nel migliore dei modi; dal 2019 in poi per il giocatore gallese, a causa di numerosi infortuni, la carriera calcistica subì una grossa frenata, ridimensionando completamente il suo status e ponendolo ai margini della squadra. Furono anni estremamente difficili per Bale, che si rifugiò in due dei suoi più grandi amori: il Galles e il golf. Il giocatore gallese infatti, se scendeva in campo, lo faceva o con una mazza in mano o con la maglia della sua nazionale, di cui è primatista di presenze e reti. Tutto questo però non fece altro che deteriore il rapporto tra il giocatore gallese e la città di Madrid, tantoché nell’ estate 2022 dopo otto stagioni e 18 trofei, tra cui 5 Champions League, salutò definitivamente la Spagna volando oltreoceano ai Los Angeles FC, dove, tanto per cambiare, vinse altri due trofei, tra cui il campionato americano.
Bale oltre ad essere stato uno dei calciatori più forti della sua generazione è stato, ed è ancora, un eroe nazionale. Il legame tra il giocatore il Galles è estremamente forte, tanto che, nell’ annunciare il suo ritiro al calcio ha dedicato una prima lettera a tutto il mondo del pallone, ed una seconda esclusivamente alla sua ‘famiglia gallese’, dichiarando: “ il drago sulla maglia (simbolo della nazionale) è tutto ciò di cu ho bisogno”.
Adesso per Gareth, come da lui confessato, è tempo di una nuova avventura. Nessuno, né tantomeno lui sa quale sarà; quel che è certo è che avrà più tempo per il suo amato golf!


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