L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cultura & Spettacolo

Il Mimamoru. Tra educazione sentimentale e Teatro

di Michele Enrico Montesano -


In Giappone sta prendendo sempre più piede una particolare forma di educazione: il Mimamoru (Mi sta per guardare e Mamoru per protezione), nella quale l’insegnante si trattiene volutamente dall’intervenire, per consentire ai bambini di apprendere e definirsi autonomamente.

L’autonomia nei bambini

In uno studio condotto dal Professore di Scienze Sociali dell’università di Hiroshima, Fuminori Nakatsubo, il Mimamoru favorisce nei bambini l’autonomia, la capacità di risolvere problemi e una maggiore e crescente responsabilità. Emergono dati interessanti, soprattutto se comparati con uno studio americano condotto dalla psicologa Carol Susan Dweck e dalla dottoressa Claudia Mueller.

La dimostrazione dello studio

Nello studio viene dimostrato come lodare spesso i bambini per la loro intelligenza, possa portare nel lungo termine a una mancanza di motivazione. Nello specifico, in una classe di quinta elementare, venivano lodati alcuni bambini per le loro capacità intellettive e si è scoperto che questi tendevano a preoccuparsi di più per il voto che del reale apprendimento. Non solo, dopo un fallimento, incorrevano in prestazioni peggiori, rallentando la crescita e il rendimento scolastico. Viceversa, i bambini elogiati per l’impegno, dimostravano nel lungo periodo una maggiore propensione all’apprendimento e un’alta motivazione.

I principi del Mimamoru

Anni dopo, nel 2022, anche lo psicologo Jean-Michel Robichaud ha dimostrato che l’utilizzo degli elogi descrittivi (descriptive praise), rispetto a quelli generici, aumenta l’autostima del bambino. Uno dei principi del Mimamoru è proprio quello di sostituire i complimenti vaghi con quelli descrittivi. Descrivendo l’azione o il contenuto prodotto dal bambino, anziché elogiarlo, lo si aiuta nel processo di formazione della propria identità autonomamente. Per il filosofo tedesco Axel Honneth “il suo sviluppo (dell’essere umano) morale e cognitivo si basa profondamente su diverse forme di riconoscimento: a partire dall’amore e dalla cura nella prima infanzia, fino alla stima nelle sue molte forme, e infine al rispetto”, continua: “enfatizzando la necessità del riconoscimento, sottolineo ancora una volta la struttura comunicativa o cooperativa di tutti i processi di Bildung o educazione”. Per Honneth la riconoscibilità autentica, vera, non generica, contribuisce alla piena realizzazione dell’individuo. Riconoscibilità che può manifestarsi mediante il descriptive praise o il Mimamoru. Tutte pedagogie che non mirano alla mera approvazione esterna, ma creano una forte identità interiore. Vedersi e riconoscersi, parlarsi e confrontarsi, discutere e amare, sono processi antropologici fondamentali. Man mano che il mondo scivola verso il virtuale, lo studio dell’essere umano diventa essenziale. Il Teatro fin dalla sua nascita anticipa tutte le scienze sociali e umanistiche e oggi è un’arma contro la dilagante virtualizzazione extra-umana.


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