Il Sole d’Italia: fotovoltaico cresce del 25%
Tutti i numeri di Terna: boom del fotovoltaico, in calo idroelettrico e carbone
Sull’Italia splende il sole. Se i consumi restano, tutto sommato, uguali a quelli del 2024, nel 2025 s’è registrato il boom di produzione elettrica da fotovoltaico. Un passo in avanti di proporzioni a dir poco rilevanti se, come riferisce Terna nel report sui consumi e la produzione energetica nazionale, è incrementata addirittura del 25,1%. Giungendo, così, a fissare un record storico per l’Italia. Grazie al fotovoltaico, infatti, sono stati prodotti poco più di 44 Terawattora di energia, per un incremento misurabile in ben 8.892 gigawattora in più rispetto all’anno precedente.
Il Sole brilla sull’Italia
Dovuti, in parte, all’aumento dell’irraggiamento (2.256 GWh) e in altra (e più rilevante) parte all’aumento della capacità in esercizio. Insomma, più parchi fotovoltaici e più pannelli solari hanno consentito di produrre ben 6.636 GWh in più rispetto al 2024. Percentuali di aumento che, nel mese record dell’anno da primato per l’energia fotovoltaica italiana, si fanno ancora più rilevanti. Dal momento che, a giugno 2025, la produzione ha registrato un picco superiore al 35,6% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, la produzione nazionale netta di energia (che nel 2025 è risultata pari a 268 miliardi di kWh) è risultata in aumento del 2% rispetto al 2024.
Le altre rinnovabili rinculano
A fronte della nettissima avanzata dell’energia ricavata dal sole, indietreggiano le altre fonti rinnovabili. In particolare, l’idroelettrico che “cede” poco più del 21% dei livelli di produzione dell’anno passato. C’è poco da preoccuparsi, però, dal momento che il dato va messo in relazione alle produzioni record del 2024 e che si sono ridimensionate nel 2025 tornando ai livelli consueti. Indietreggia pure l’eolico che perde il 3,3%. Sostanzialmente stabile, invece, il contributo offerto dal geotermico (-0,3%). Stando ai dati diffusi da Terna, inoltre, c’è da segnalare la costante, e irreversibile, diminuzione della produzione termoelettrica derivante dal carbone. Che cede, nel 2025, circa il 13,5% dei volumi.
I consumi sono in calo al Sud
Contestualmente, il saldo netto con l’estero cede l’8,1% a causa della discesa dei livelli dell’import rispetto agli stazionari volumi dell’export. Infine, risultano interessanti i dati relativi ai consumi su scala geografica. Nel 2025, il Centro e soprattutto il Sud hanno “risparmiato” sull’energia. I consumi, difatti, sono calati rispettivamente dello 0,4% e dello 0,7%. Al Nord, invece, risultano sugli stessi livelli dell’anno precedente con una leggerissima, quasi impercettibile, percentuale in aumento: +0,1%.
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