Rispetto alle previsioni, il livello dei prezzi scende al +1,5% ma con la guerra in Iran tutto torna in discussione
A febbraio l’inflazione è risultata più bassa rispetto alle previsioni. Ma la crescita dell’1,5% stimata dall’Inps, a fronte di un carrello della spesa che è aumentato del 2%, appartengono già alla preistoria. Il mondo, in pochi giorni, è precipitato in una nuova guerra che ha portato a conseguenze potenzialmente devastanti. Sull’Europa e, a maggior ragione, sull’Italia. I numeri dell’Istat, che pure davano il senso di una situazione che andava un po’ normalizzandosi rispetto a quanto si temesse, sono già superati dalla realtà. Lo hanno notato, infatti, i consumatori del Codacons.
Inflazione a febbraio, i numeri dei consumatori
Che ha ricollegato gli aumenti al bagno di rincari scatenati dall’effetto Olimpiadi di Milano-Cortina. Le cifre citate dall’organizzazione riferiscono di aumenti stimati in 496 euro per una famiglia tipo, che si appesantiscono fino a 685 euro per una famiglia con due figli. Conti che risultano più amari di quelli pubblicati dall’Unc. Secondo cui, con questo trend inflazionistico, si spenderanno 530 euro l’anno in più (per una famiglia con due figli), con un aggravio da 232 euro annui solo in termini di spese alimentari. Maggior esborso che scenderebbe a 450 euro l’anno, di cui 203 per cibo e bevande, per una famiglia tipo. Secondo l’analisi di Assoutenti, invece, i dati dell’inflazione di febbraio rappresentano un segnale: ci avviciniamo a una Pasqua “salata”. Da qui la richiesta di tagliare le accise sui carburanti, almeno per dieci cents al litro in modo da garantire alle famiglie un risparmio da 830 milioni di euro sulla spesa alimentare delle famiglie italiane.