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Cronaca

Operazione Switch-Off contro le IPTV illegali: smantellata una rete internazionale

di Andrea Scarso -


Si è chiusa con decine di indagati e migliaia di utenti oscurati l’operazione Switch Off contro le IPTV illegali, una delle più vaste azioni internazionali degli ultimi anni contro la pirateria audiovisiva e il cybercrime.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, ha coinvolto autorità giudiziarie e forze di polizia di numerosi Paesi, con il supporto operativo di Eurojust, Europol e Interpol. Un lavoro corale che ha portato allo smantellamento di un’infrastruttura informatica capace di servire illegalmente milioni di utenti in tutto il mondo.

L’indagine e il coordinamento internazionale

L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, con il supporto della rete @On (Operation Network), finanziata dalla Commissione europea e guidata dalla Direzione investigativa antimafia.

Secondo quanto emerso, l’attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 31 persone, ritenute parte di un’organizzazione criminale transnazionale. Le accuse spaziano dalla diffusione abusiva di palinsesti televisivi all’accesso illecito a sistemi informatici, fino a frode informatica, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Come funzionava il sistema delle IPTV illegali

Al centro dell’inchiesta c’era un sistema tecnologicamente avanzato di IPTV illegali, utilizzato per intercettare e rivendere in modo fraudolento contenuti live e on demand protetti da diritti televisivi.

Tra le piattaforme danneggiate figurano alcuni dei principali operatori del settore: Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount e Disney+. Un mercato parallelo che, secondo gli inquirenti, generava profitti per milioni di euro ogni mese, causando ingenti perdite economiche a broadcaster, case cinematografiche e leghe sportive.

Perquisizioni in Italia e all’estero

Oltre cento operatori della Polizia Postale hanno effettuato perquisizioni in 11 città italiane, colpendo 31 indagati. L’azione si è estesa anche oltre i confini nazionali, con 14 obiettivi all’estero e la collaborazione delle forze di polizia di Regno Unito, Spagna, Romania e Kosovo.

Ci sono stati provvedimenti anche in Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti, grazie alla cooperazione delle autorità locali.

Criptovalute, società fittizie e frodi fiscali

Le indagini, avviate circa un anno fa sulla scorta di elementi emersi dalla precedente operazione internazionale “Taken Down”, hanno previsto un’analisi approfondita dei dati sequestrati: dispositivi informatici, flussi di rete, comunicazioni online e transazioni finanziarie.

Gli indagati avrebbero adottato sofisticate strategie di anonimizzazione, facendo largo uso di criptovalute, società di comodo e intestazioni fittizie di beni, nel tentativo di ostacolare la tracciabilità dei proventi illeciti. Contestate anche condotte di frode fiscale, legate alle transazioni intracomunitarie.

Migliaia di rivenditori bloccati e utenti oscurati

L’operazione Switch Off ha portato al blocco di circa mille rivenditori italiani e all’oscuramento di oltre 100mila utenti finali in Italia, mentre a livello globale il numero sale a diversi milioni.

Nel nostro Paese le autorità hanno sequestrato tre piattaforme IPTV illegali, con l’apposizione dei pannelli di sequestro sui siti “vetrina” e sui gruppi Telegram utilizzati per la commercializzazione dei servizi.

In Romania, infine, è stata individuata una delle più rilevanti piattaforme IPTV mondiali, che distribuiva contenuti attraverso sei server localizzati tra il territorio romeno e uno Stato africano.

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