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Iran, Meloni in Senato: “Crisi complessa, l’Italia non vuole entrare in guerra”

di Eleonora Ciaffoloni -


La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Senato per riferire al Parlamento sulla posizione del governo italiano rispetto alla crisi in Medio Oriente, esplosa dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’intervento arriva a dodici giorni dall’inizio del conflitto e precede le comunicazioni previste nel pomeriggio alla Camera dei deputati.

In apertura del suo discorso, la premier ha respinto le accuse delle opposizioni, che nei giorni scorsi avevano criticato il governo per un presunto ritardo nel confronto parlamentare. “Il governo non si sottrae al confronto parlamentare”, ha dichiarato, sottolineando la volontà dell’esecutivo di affrontare apertamente la discussione sulla crisi. Meloni ha definito la situazione internazionale “una crisi tra le più complesse della storia recente”. Evidenziando come in un contesto simile siano necessarie “responsabilità, lucidità e rapidità nelle decisioni”.

Meloni sulla guerra in Iran: “Non siamo governo complice con le decisioni altrui”

Rispondendo direttamente alle critiche politiche, la presidente del Consiglio ha ribadito. “Qui non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese”. Parole con cui ha respinto le accuse di chi, nelle ultime settimane, ha messo in dubbio il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale.

Nel suo intervento, Meloni ha anche affrontato il tema della legittimità dell’azione militare. “È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”. Allo stesso tempo ha ribadito la preoccupazione per il programma nucleare iraniano. “Non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell’arma nucleare”.

Uno dei momenti più condivisi dell’intervento è arrivato quando la premier ha ricordato la “strage delle bambine nel Sud dell’Iran”. Chiedendo che vengano accertate le responsabilità e sottolineando che “va preservata l’incolumità dei civili e dei bambini”. Il passaggio ha suscitato un applauso bipartisan nell’Aula.

Gli italiani presenti nell’area del conflitto: la situazione

Meloni ha poi fatto il punto sulle operazioni di assistenza agli italiani presenti nell’area del conflitto. “Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare finora oltre 25mila connazionali”, ha spiegato, ringraziando i Paesi del Golfo per il supporto fornito e il lavoro svolto dal ministero degli Esteri, dall’intelligence e dalla Protezione Civile.

Nel discorso non sono mancati riferimenti alla sicurezza internazionale, al coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito, alla presenza dei militari italiani nella missione Unifil in Libano e alle possibili ripercussioni economiche del conflitto, in particolare sui prezzi dei carburanti. La premier ha avvertito che il governo è pronto a intervenire anche con misure fiscali nel caso emergano fenomeni speculativi legati alla crisi energetica.


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