GRAVI INDIZI DI REATO – Il caso Haigh: il killer che scioglieva i corpi nell’acido
Le origini di John George Haigh
John George Haigh, passato alla storia come “l’assassino del bagno d’acido”, è una delle figure più inquietanti della cronaca nera britannica del Novecento. Nato il 24 luglio 1909 a Stamford, in Inghilterra, Haigh è cresciuto in una famiglia profondamente religiosa, appartenente ai Plymouth Brethren, un movimento cristiano evangelico basato su comunione spirituale e rifiuto di una chiesa gerarchica, caratterizzato dalla separazione dal “mondo” e da diverse correnti, alcune molto isolate e altre più aperte.
L’educazione rigida e opprimente che ha ricevuto, ha influenzato in modo significativo la sua personalità, contribuendo allo sviluppo di un carattere manipolatore, narcisista e privo di empatia.
Fin da giovane ha mostrato una notevole intelligenza e un certo talento per la musica e l’ingegneria, ma la sua vita è stata segnata da fallimenti, debiti e piccoli reati.
Truffe, omicidi e il metodo dell’acido
Negli anni Trenta e Quaranta, Haigh viveva di truffe, fingendosi avvocato o uomo d’affari per conquistare la fiducia delle sue vittime. Il suo obiettivo principale era il denaro, e non esitava a spingersi sempre oltre pur di ottenerlo.
Tra il 1944 e il 1949, Haigh ha ucciso almeno sei persone, anche se si sospetta che il numero reale possa essere più alto. La sua macabra firma consisteva nello sciogliere i corpi delle vittime in acido solforico, convinto che senza un cadavere non potesse esserci un’accusa di omicidio. Dopo averle attirate con false promesse di affari o eredità, le assassinava a sangue freddo e si appropriava dei loro beni, falsificando documenti e incassando assegni.
L’errore fatale, il processo e la condanna a morte
Il suo errore fatale è stata l’eccessiva sicurezza. Nel 1949 ha ucciso la ricca vedova Olive Durand-Deacon a Crawley.
Alcuni resti umani, non completamente dissolti, sono stati ritrovati nei locali da lui utilizzati, e le indagini hanno portato rapidamente a Haigh. Arrestato, ha confessato gli omicidi con sorprendente calma, mostrando un distacco emotivo che ha colpito profondamente l’opinione pubblica.
Durante il processo, Haigh ha tentato la strada dell’infermità mentale, sostenendo di bere il sangue delle sue vittime e di non provare rimorso. Tuttavia, gli psichiatri lo hanno giudicato perfettamente capace di intendere e di volere. È stato condannato a morte e impiccato il 10 agosto 1949 nel carcere di Wandsworth.
La storia di John Haigh rimane un inquietante esempio di come intelligenza, avidità e totale assenza di coscienza morale possano combinarsi in una figura criminale apparentemente ordinaria, ma capace di atrocità estreme. Ancora oggi, il suo caso continua a suscitare interesse e orrore, ricordandoci quanto sottile possa essere il confine tra normalità e abisso.
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