L’accordo commerciale con il Mercosur s’ha da fare. Preferibilmente, anzi necessariamente, entro la fine dell’anno. Bruxelles non concede nemmeno una piccola dilazione a quel don Rodrigo di Emmanuel Macron. Che si ritrova, ormai da settimane, con le piazze invase dagli agricoltori. L’intesa c’è, è vitale e la Commissione non ha la minima intenzione di recedere dall’accordo. “La Commissione – ha sentenziato il portavoce Olof Gill – si aspetta di firmare l’accordo entro la fine del 2025: sebbene spetti al Consiglio decidere i primi passi, per l’esecutivo firmare l’accordo ora è una questione di cruciale importanza”. Se ne facciano una ragione.
Accordo Mercosur, nessun passo indietro
Tutti, non solo Macron. A cominciare dagli agricoltori italiani che hanno deciso di scendere in piazza, a Bruxelles, il 18 dicembre prossimo. “La Commissione – ha detto Gill – ha ascoltato attentamente gli agricoltori, i consumatori, gli Stati membri e i deputati europei”. E ha fatto, alla fine, ciò che premeva di più agli interessi della Germania. “Questa è la nostra posizione – ha sottolineato il portavoce dell’esecutivo -. Riteniamo che questo accordo sia una questione della massima importanza per la nostra Unione europea, sia dal punto di vista economico, diplomatico, geopolitico, ma anche in termini di credibilità sulla scena globale. E su questa base, la nostra aspettativa rimane quella di concluderlo entro la fine dell’anno”.
Berlino esulta, la Spagna affretta i tempi
Merz, da Berlino, ha applaudito alla fermezza di Bruxelles. L’industria tedesca è in crisi e l’accordo Mercosur potrebbe rappresentare una buona chance per la produzione germanica. Va da sé che, di sponda, potrebbe rappresentare un fatto nuovo (e positivo) pure per l’industria italiana. E, difatti, Confindustria nel fine settimana aveva espresso preoccupazione per le lungaggini frapposte da Parigi. Dalla Spagna, che preme per ovvie ragioni geopolitiche sull’asse con l’America Latina, fanno sapere che la firma potrebbe arrivare già il 20 dicembre.
Oggi il pacchetto Ue sull’auto
Intanto cresce l’attesa per il pacchetto auto che Bruxelles potrebbe presentare già nella giornata di oggi. Tra le proposte ci sarebbero gli ammorbidimenti sulla scadenza del 2035 per le auto a motore termico. Quattro le aree di intervento: emissioni, sostegno alla filiera delle batterie, flotte aziendali e semplificazioni assortite. Non prima, però, di ribadire all’industria automobilistica di mettere su una gamma di “mini elettriche made in Ue” da offrire, a prezzi ragionevoli, ai consumatori.