L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

La donna trovata morta in una valigia: chi era?

La ricerca si allarga a tutti i Paesi europei

di Giorgio Brescia -


La Guardia Civil spagnola ha diffuso un identikit forense della donna trovata morta dentro una valigia a Benahavís di Malaga nel 2023, sperando di identificarla.

Le autorità ritengono che abbia circa 40 anni, abbia avuto un figlio e sia di origine europea, ma ancora nessuno l’ha riconosciuta. Il ritrovamento degli resti semisepolti ha portato oggi a un appello pubblico per chiudere il caso.

La morte potrebbe essere avvenuta tra il 2020 e il 2023, l’invito è rivolto a chiunque abbia informazioni.

Un mistero che dura tre anni

Nel 2023 a Benahavís, piccolo comune dell’Andalusia vicino a Malaga, un giardiniere aveva notato un oggetto parzialmente sepolto tra rovi e terreno aperto lungo un sentiero. Avvicinandosi, aveva capito che non si trattava di un semplice bagaglio, ma di una valigia contenente resti umani.

Da anni quel caso è rimasto senza identificazione; ora la Guardia Civil ha deciso di pubblicare un identikit forense per coinvolgere chiunque possa aiutare.

Secondo gli esperti, la donna aveva circa 40 anni, capelli e occhi castani, pelle chiara e altezza attorno a 1,60 m. Gli indicatori osteologici suggeriscono che possa avere avuto almeno un figlio.

La fascia di tempo stimata per la sua morte tra il 2020 e il 2023 rimane ampia, perché mancano riferimenti certi alla data della scomparsa.

Le autorità hanno elaborato uno schizzo composito del volto grazie alla collaborazione dell’Unità di Antropologia Forense dell’Istituto di Medicina Legale della Galizia, che ha applicato tecniche avanzate di ricostruzione facciale e di analisi scheletrica.

Perché l’identificazione ora?

Il passo di rendere pubblico l’identikit indica che le indagini tradizionali non hanno portato ad alcun risultato concreto. La Guardia Civil ritiene possibile ottenere una svolta tramite la conoscenza collettiva. I casi di persone scomparse che non vengono identificate per anni non sono rari, specialmente in aree frequentate da residenti stranieri e turisti.

La Costa del Sol, dove si trova Benahavís, attrae cittadini di molte nazionalità. La donna potrebbe non essere stata mai denunciata come scomparsa nelle basi dati consultate finora.

La diffusione dell’identikit è accompagnata da un appello ai residenti e ai visitatori occasionali. Cchiunque abbia riconosciuto i tratti somatici, o ricordi una scomparsa nella stessa epoca, può contattare direttamente l’Unidad Orgánica de Policía Judicial a Málaga via telefono o email.

La speranza è che qualcuno si presenti con informazioni che possano collegare la vittima a un nome o a una famiglia.

Il ritrovamento del cadavere nel bagaglio

Il luogo dove la valigia con il corpo della donna morta è stata trovata è una zona semiurbana nei pressi di Marbella, non un’area isolata di montagna o di campagna remota.

Questo può indicare due possibili scenari investigativi. Una morte violenta seguita da tentativo di occultamento o un spostamento del corpo dopo la morte. In entrambi i casi, la presenza di abiti e oggetti personali nelle vicinanze, insieme ai resti ossei, ha reso possibile la creazione dell’identikit, ma non ha ancora fornito un collegamento certo con un nome.

Il fatto che l’identificazione non sia avvenuta in tre anni spinge le autorità ad allargare la ricerca anche oltre i confini spagnoli, verificando eventuali segnalazioni di donne scomparse in Francia, Portogallo o altri Paesi dell’Unione europea con caratteristiche simili.

Questa diffusione internazionale rientra nelle procedure di cooperazione tra le forze dell’ordine europee, in cui basi dati condivise e notice di identificazione possono accelerare la risoluzione di cold case.

Leggi anche Tatiana ritrovata in uno stanzino


Torna alle notizie in home