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Ambiente

La frana di Petacciato torna a “muoversi”: la dorsale adriatica è spezzata

di Priscilla Rucco -


Undici anni di quiete apparente, poi il brusco risveglio. La frana di Petacciato, nel basso Molise, considerata tra le più estese di Europa, ha ripreso a muoversi il 7 aprile scorso, seminando disagi lungo l’intera dorsale adriatica. Ad innescarla, le intense precipitazioni dei giorni scorsi, le stesse che avevano precedentemente causato il crollo del ponte sul fiume Trigno sulla statale 87 – con un uomo ancora disperso. L’autostrada A14 risulta chiusa nel tratto fra Vasti sud e Termoli in entrambe le direzioni, mentre la linea ferroviaria Bari-Pescara è interrotta fra Termoli e Montenero di Bisaccia.

La frana di Petacciato

I sensori di monitoraggio installati sul fronte franoso hanno lanciato l’allerta intorno alle 12.30 di martedì scorso, consentendo una chiusura preventiva prima che i danni aggravassero ulteriormente la situazione. I tecnici di Autostrade per l’Italia hanno rilevato lesioni sulla carreggiata, mentre i binari ferroviari hanno subito deformazioni di circa dieci centimetri.

Il fenomeno “antico”

Il fenomeno è documentato dal 1916 ed ha conosciuto riattivazioni periodiche nel corso del Novecento. L’ultimo episodio significativo risale al marzo del 2015, quando fu necessario abbattere una decina di edifici. Secondo i geologi regionali interpellati anni fa, si tratta di una frana con cui il territorio deve imparare a convivere, non eliminabile. Il fronte in movimento misura oltre quattro chilometri e la linea ferroviaria lo attraversa internamente rendendo in questo modo impossibile qualsiasi intervento strutturale fino alla stabilizzazione del fenomeno.

Le decisioni della Protezione Civile

Il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha convocato il Comitato operativo a Roma, avvisando che la situazione è complessa e che il ripristino richiederà settimane se non mesi. Circa cinquanta residenti sono stati evacuati nelle aree più esposte di Petacciato, mentre la Prefettura di Campobasso ha disposto la chiusura di tutte le scuole della provincia, compresa l’Università del Molise. Oltre mille passeggeri sono rimasti bloccati alla stazione di Vasto-San Salvo, con code fino a tredici chilometri in autostrada. La Protezione Civile in queste ore sta valutando anche il trasporto via mare per i mezzi pesanti.


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