La “legge Goo Hara” cambia la Corea
Il 24 novembre 2019, Goo Hara, stella del K-pop sudcoreano e membro del gruppo KARA, veniva trovata morta nella sua casa di Seul a soli 28 anni. Dopo mesi di cyberbullismo spietato, revenge porn e battaglie legali con un ex fidanzato violento, il sistema l’aveva schiacciata. Ma la beffa più grande arrivò dopo il funerale: la madre biologica, sparita nel nulla quando Hara aveva appena nove anni, si ripresentò dopo vent’anni di totale silenzio. Non per piangere la figlia. Per reclamare la sua parte di un’eredità stimata in 15 miliardi di won, circa 10 milioni di euro.
Il caso
Abbandonata da bambina col fratello Goo Ho In, cresciuta dal padre, l’artista aveva costruito da sola il suo successo. La madre sparì nel nulla fino alla bara della figlia, materializzandosi con un’unica urgenza: i soldi. Il fratello combatté in tribunale, testimoniò vent’anni di silenzio materno. Inutile: nel 2021 il giudice assegnò alla donna il 40% del patrimonio. L’indignazione fu immediata. In diciassette giorni, oltre 100mila persone firmarono la petizione per cambiare quella norma oscena.
Legge Goo Hara: la rivoluzione
Ci sono voluti sei anni di battaglie, due bocciature parlamentari e una sentenza storica della Corte Costituzionale che nell’aprile 2024 ha dichiarato incostituzionale il vecchio sistema. Il 28 agosto 2024, con un voto schiacciante di 284 favorevoli e zero contrari, l’Assemblea Nazionale sudcoreana ha finalmente approvato la “Legge Goo Hara”. Dal 1° gennaio 2026, i genitori che hanno abbandonato, maltrattato o gravemente trascurato i doveri verso i figli non potranno più ereditare un centesimo del loro patrimonio.
Il 5 dicembre 2025, il Parlamento ha esteso la norma alle pensioni: niente eredità, nessuna reversibilità. Il principio è innovativo e giusto: i legami biologici non garantiscono diritti economici senza responsabilità e cura.
Altri casi shock in Corea
Nel 2021, una donna scoprì di avere un figlio adolescente morto nel disastro del traghetto Sewol (2014) solo quando il comitato governativo la contattò per il risarcimento. Incassò 370 milioni di won per un figlio di cui aveva ignorato l’esistenza per sette anni. Nel 2020, una donna abbandonò la figlia neonata, riapparve 28 anni dopo quando morì di cancro, ereditò 150 milioni di won e citò in giudizio la famiglia adottiva per recuperare altri 50 milioni spesi in cure mediche.
E in Italia?
Mentre la Corea del Sud modifica il diritto successorio mettendo al centro la responsabilità genitoriale attraverso la legge Goo Hara, l’Italia resta ancorata a un sistema ottocentesco che tutela solo il vincolo di sangue. Il nostro Codice Civile garantisce ai genitori una quota di legittima dell’eredità dei figli indipendentemente da qualsiasi comportamento. Madre assente per trent’anni? Eredita lo stesso. Padre violento che non ha mai versato un euro di mantenimento? Eredita comunque. Genitore che ha abbandonato il figlio in fasce? Ha diritto alla sua parte.
L’articolo 463 prevede l’indegnità solo per omicidio, tentato omicidio o falsificazione del testamento. L’abbandono? Non contemplato. La negligenza educativa? Irrilevante. Il sistema protegge il vincolo biologico, non quello affettivo.
I dati del Ministero della Giustizia 2025: in Italia 600mila successioni annue, 35% senza testamento. Oltre 200 mila casi all’anno dove la legge decide tutto, spesso con esiti paradossali. Genitori che riappaiono dopo decenni, parenti mai visti che reclamano quote.
La situazione nel 2025
La Cassazione (sentenza n. 22476/2025) stabilisce che le sanzioni fiscali non si trasmettono, ma i debiti ordinari sì. Un figlio può pagare i debiti di un genitore assente se accetta l’eredità senza beneficio d’inventario. La riforma fiscale 2025 (D.Lgs. 139/2024) ha introdotto l’autoliquidazione dell’imposta, ma nulla è cambiato sui diritti successori.
La Corea del Sud ha scelto con coraggio e cuore: la famiglia non è un fatto biologico, ma un atto di cura quotidiana, di presenza, di sacrificio. L‘Italia cosa aspetta per seguire l’esempio? Forse un caso mediatico come quello di Goo Hara, capace di costringere il legislatore a guardare in faccia l’ipocrisia e l’ingiustizia del sistema attuale. Nel frattempo, migliaia di figli italiani restano esposti all’avidità di genitori che non hanno mai meritato questo nome e tale ruolo, costretti a difendersi in tribunale o a rinunciare all’eredità per non pagare debiti altrui.
Quanto vale un legame di sangue senza amore, senza presenza e senza cura? In Corea del Sud, dal 2026 con la legge Goo Hara, non vale più niente. In Italia, purtroppo, vale ancora un’eredità.
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