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Attualità

La notte di San Silvestro: tra speranza e riflessione

di Andrea Canali -


La fine dell’anno volge al termine e come ogni anno i primi bilanci e le prime stime in che direzione stiamo andando sembrano quasi d’obbligo. La stella polare infatti che ci dovrebbe guidare un po’ come la stella cometa che ha indicato la strada ai Re Magi al cospetto di nostro Signore Gesù, dove giungeranno il giorno dell’Epifania,  dovrebbero essere quelli più profondi di una semplice riflessione, spesso superficiale orientata solo ai beni materiali o ai meri risultati economici sicuramente importantissimi nella vita di ognuno di noi, ma che rimangono relativi se non  sono orientati da un cambio di passo esistenziale, ossia dall’esigenza di divenire o perlomeno tendere ad essere un uomo nuovo. Attualmente il problema è che l’Economia ha il primato sulla politica e in tal modo ha quasi squilibrato la società con il rischio di relegare la religione quasi a mera superstizione. Insomma la forza, la violenza e l’arroganza dei nostri tempi ha preso il sopravvento a volte rispetto al dialogo e alla diplomazia a tutti i livelli e in tutti gli ambiti. Proprio così, la notte di San Silvestro dobbiamo avere la forza di buttare via metaforicamente i nostri vizi, le nostre paure e le nostre debolezze, per guardare con speranza e fiducia a un nuovo anno che sta per iniziare e che sarà sicuramente ricco di impegni e responsabilità, ma anche di nuove sfide e traguardi a cui ambire e mirare. La notte di San Silvestro e del 31 dicembre insomma, sia non solo  un momento  di festeggiamenti esteriori fatti di cotechini e lenticchie/o  spumante, oppure  fuochi d’artificio molto belli ma effimeri, ,ma ci sia  un cambiamento e un rinnovamento interiore per ognuno di noi nel solco della fede e della tranquillità interiore che è l’unico antidoto che può curare e rilanciare in termini esistenziali una persona, che sia un individuo  rinnovato nel solco e nella forza  della speranza giubilare. Quindi  il 31 dicembre la notte di San Silvestro è anche un momento di celebrazione e riflessione profonda per la Chiesa Cattolica essendo dedicata al 33° Papa, San Silvestro I,  che governò la chiesa dal 314 al 335, Silvestro, il quale secondo il Liber pontificalis era figlio di un certo Rufino, romano e fu   consacrato vescovo di Roma e quindi papa; occupò tale posizione per ventun anni. Il suo pontificato coincise con il lungo impero di Costantino, che come noto, sdoganò il cristianesimo. La posizione pubblica della Chiesa affrontò un cambiamento epocale in quanto segnò  il passaggio dalla Roma pagana alla Roma cristiana e con continuità arrivando fine ai giorni nostri. Quindi attualmente la fine dell’anno coinciderà anche con la fine del Giubileo che si concluderà con le celebrazioni dell’Epifania. Anche per questi motivi legati al Giubileo il Papa ci esorta a: “considerare il periodo natalizio come un tempo fondamentale per perdonare, incoraggiare e portare speranza” nel solco del Giubileo, appunto. Perché la Pace si costruisce giorno per giorno partendo dai cuori di ognuno di noi, i quali in quanto uomini dobbiamo fare la nostra parte, solo ove fosse così, allora si può provare a cambiare le cose passando a chi ha maggiori responsabilità come ai governanti, ai quali il Santo Padre si è rivolto direttamente dalla basilica di San Pietro, durante la celebrazione del giorno di Natale. Durante l’omelia, il Pontefice ha lanciato un nuovo appello per la pace, ricordando le sofferenze di chi vive nelle “tende di Gaza” e di “tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente”. Al termine della messa, Leone è sceso in piazza a bordo della Papamobile per un saluto ai fedeli che lo attendevano sotto la pioggia. Alle 12, poi, si è affacciato dalla Loggia centrale della basilica vaticana per impartire la Benedizione Urbi et Orbi. Affermando: “Possiamo e dobbiamo fare ognuno la propria parte per respingere l’odio e praticare la pace”: Pertanto ci piace concludere con il monito del Nazzareno rivolto a tutta l’umanità, ossia: “Cosa avrete conquistato se conquisterete tutto il mondo ma perderete voi stessi”.


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