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Esteri

La nuova escalation tra Thailandia e Cambogia preoccupa Usa e Ue

Sono già tre i soldati uccisi da quando i combattimenti sono ripresi domenica

di Enzo Ricci -


Sono riesplose le tensioni tra Thailandia e Cambogia a meno di due mesi dalla firma di un accordo di pace tra i due Paesi, mediato dagli Stati Uniti. L’esercito di Bangkok ha effettuato attacchi aerei nella zona di confine, definiti “di ritorsione”. La ripresa delle ostilità, che ha provocato diversi morti, ha spinto il premier thailandese, Anutin Charnvirakul, a dichiarare nullo l’intesa siglata a ottobre. “Niente più negoziati. Se la Cambogia vuole che i combattimenti cessino, dovrà soddisfare le nostre richieste”, ha dichiarato Anutin ai giornalisti.

Scambio di colpi e di accuse tra Thailandia e Cambogia

Le forze thailandesi hanno compiuto “numerose provocazioni per molti giorni”, ha replicato il ministero della Difesa di Phnom Penh, definendo “false” le ricostruzioni dei vicini. La Cambogia, ha sottolineato, ha mantenuto “la massima moderazione” e non ha aperto il fuoco.

Sono già tre i soldati uccisi da quando i combattimenti sono ripresi domenica. “In totale sono stati uccisi tre soldati, uno l’8 dicembre e due il 9 dicembre”, si legge in un comunicato dei militari thailandesi.

Gli Usa vogliono spegnere subito il fuoco

Preoccupazione è stata espressa dagli Stati Uniti per “i continui scontri e le vittime in varie località lungo il confine tra Cambogia e Thailandia”. Gli Usa chiedono “con forza la cessazione immediata delle ostilità, protezione per i civili e il ritorno di entrambe le parti alle misure di de-escalation delineate negli Accordi di Pace di Kuala Lumpur del 26 ottobre firmati dai premier di Cambogia e Thailandia alla presenza del presidente Donald Trump e del primo ministro della Malaysia, Anwar Ibrahim”, ha affermato in una dichiarazione il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una telefonata ai primi ministri di Thailandia e Cambogia per contribuire a mettere fine al conflitto. “Farò una telefonata per far finire la guerra”, ha detto il tycoon durante un comizio sull’economia in Pennsylvania.

L’Ue ha esortato entrambi i Paesi “a esercitare la massima moderazione e a tornare alla Dichiarazione congiunta firmata il 26 ottobre e alle misure di rafforzamento della fiducia stabilite in quell’occasione”.


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