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Attualità

La sfida nello spazio per difendere il nostro futuro

di Adolfo Spezzaferro -


Siamo pienamente concordi con la premier Giorgia Meloni quando afferma che la sfida nello spazio è decisiva per il presente e per il futuro della nazione. Perché lo spazio – ormai sempre più vicino – è il nuovo confine della sovranità economica, tecnologica e persino geopolitica.

Ecco perché la scelta del governo di mettere il dossier spaziale al centro della propria agenda è una scelta strategica vincente. Non a caso la Meloni ha presenziato la riunione del Comitato interministeriale per le politiche spaziali. Non è solo questione di prestigio internazionale dell’Italia, ma di vita spiccia: telecomunicazioni, navigazione satellitare, sicurezza, monitoraggio climatico, difesa delle infrastrutture critiche. In attesa delle Star Wars di domani (che immaginiamo tra Usa e Cina, inevitabilmente), la competizione globale corre velocissima.

La buona notizia è che l’Italia, però, parte da una posizione meno marginale di quanto spesso si creda. Esiste una filiera industriale avanzata, fatta di grandi gruppi, piccole imprese innovative, università e centri di ricerca che negli anni hanno costruito competenze riconosciute a livello internazionale. La vera sfida è trasformare questo patrimonio in sistema. Per questo sono fondamentali la nuova governance, la legge sulla Space economy e gli investimenti annunciati fino al 2028. Serve dunque creare una strategia stabile, capace di attrarre capitali privati e trattenere talenti che troppo spesso emigrano. Lo spazio, insomma, non è un lusso per tempi migliori. È il terreno sul quale si misureranno competitività industriale, sicurezza nazionale e capacità di innovazione dei prossimi anni. Restarne ai margini significherebbe dipendere dagli altri, a partire dall’Ue. L’Italia invece scende in campo da protagonista, in difesa del suo futuro.


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