Landini e Trump, le parole contano ma di più i fatti
Le parole sono importanti, lo abbiamo scritto tante volte. Ieri però sono volate troppe parole. A partire da quelle del leader della Cgil: “Meloni cortigiana”. Un assist perfetto quello di Landini alla premier, che infatti lo ha affossato con la sua pronta replica. Al termine della telefonata con Putin, invece, Trump ha detto che il colloquio è stato molto produttivo, soprattutto – come ha specificato lo stesso presidente Usa – per i futuri affari tra le due potenze, “una volta finita la guerra in Ucraina”. A tal proposito, ha annunciato Trump, si incontrerà con il suo omologo russo a Budapest – un passo avanti, rispetto alla remota Alaska. Parole grosse da una parte, e parole che lasciano ben sperare dall’altra. Però quello che conta sono i fatti. Landini è a corto di argomenti (a maggior ragione dopo l’accordo su Gaza) ma soprattutto è senza progetti alternativi a questo governo (sempre in caso volesse fare il capo dell’opposizione). Le parole sono pure molto pericolose – troppe volte purtroppo i cattivi maestri innescano gli utili idioti. Ma ora atteniamoci ai fatti: vogliamo la pace in Ucraina.
Torna alle notizie in home