Attualità

Lavoratori anziani, un boom che non è una buona notizia

di Angelo Vitolo -


In Italia c’è un boom di lavoratori anziani: superata nel 2022 la soglia del 37% dei lavoratori tra i 50 e i 64 anni, dieci anni prima erano il 27%. Non una buona notizia: per più di un imprenditore su quattro è uno svantaggio che potrebbe compromettere la capacità di gestire i carichi di lavoro o di impiegare nuove tecnologie, l’adattabilità a nuove mansioni e la disponibilità alla flessibilità di orario. Anche perché quasi la metà delle imprese, il 41%, non valuta adeguate le competenze digitali dei lavoratori in età più avanzata. Quasi la fotografia di un peso nel mondo del lavoro. Un rebus per l’Istituto per l’analisi delle politiche pubbliche ha avviato una collaborazione con il Dipartimento Politiche della famiglia di Palazzo Chigi.

Un nodo da sbrogliare, perché la questione parte dalla legge 33 sulle policy per l’invecchiamento attivo e dalla Strategia di attuazione del Piano di azione internazionale di Madrid sull’invecchiamento attivo, il Mipaa.

In tre anni l’Inapp è chiamato a capire cosa fare per soddisfare i bisogni e le necessità emergenti, alla luce dell’andamento demografico del Paese e di un’evoluzione sociale ed economica che conduce sempre più i lavoratori anziani ad abbandonare l’occupazione per assistere le famiglie: una rilevazione Inapp su un campione di 2.500 pmi rappresentativo di oltre 150mila italiane, evidenzia che tra gli over 50 inattivi, ma in età lavorativa e non ancora pensionati, il principale motivo di abbandono o perdita dell’ultimo impiego è stato l’impegno nell’assistenza ai familiari (31%), in particolare la cura dei figli (27%) e che nella stessa classe di età, sono il 52% coloro che cercano ininterrottamente lavoro da più di un anno.

Un quadro complesso che le politiche e le misure di sostegno all’invecchiamento attivo si propongono di affrontare senza prescindere dalle principali determinanti di diseguaglianza economica e sociale, a partire dall’approccio di genere. Un tema che l’Inapp punta ad affrontare nello Standing working group on ageing dell’Unece, il gruppo di lavoro intergovernativo attualmente presieduto dall’Italia e composto dai rappresentanti degli Stati membri Onu nella regione europea oltre che da esponenti di organizzazioni internazionali, ong e del mondo della ricerca.


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